12 COSE CHE DOVETE SAPERE SUI CAVOLINI DI BRUXELLES

pianta di cavolini di bruxelles

Si è parlato talmente tanto della capitale belga in questi giorni (purtroppo, devo aggiungere) che non ho potuto fare a meno di pensare ai cavolini di Bruxelles. Per me, infatti,  Bruxelles, prima ancora che la Grand Place o il  Manneken-Pis,   significa cavolini, o cavoletti che dir si voglia. Da qui l’idea di dedicare una pagina di InsalataMente a questi ortaggi, spesso poco amati  per via del loro odore penetrante. Ecco 12 cose che dovete assolutamente sapere su questi cavoli a misura di Barbie (mediamente 2 cm di diametro).

#1 I cavolini di Bruxelles apportano elevate quantità di vitamina A, vitamina C, acido folico, ferro, magnesio e fibra alimentare. Grazie al contenuto di sinigrina sono un alleato potente per contrastare l’insorgenza di forme tumorali, soprattutto al colon e alla prostata.

#2 80 grammi di cavolini di Bruxelles contengono 4 volte la vitamina C contenuta in un’arancia.

#3 100 grammi di cavolini di Bruxelles apportano solo 45 kcal (circa).

#4 La medicina cinese consiglia il consumo di cavolini di Bruxelles per mantenere in perfetta salute l’apparato digestivo.

#5 Pur sembrando cavoli in miniatura, i cavolini di Bruxelles sono diversi da questi ortaggi, anche se appartengono tutti alla famiglia delle Crocifere.  Le “teste” dei  cavoli cappuccio e dei cavoli verza nascono, infatti, direttamente dal terreno, mentre quelle dei  cavolini di Bruxelles (nome botanico  Brassica oleracea gemmifera) sono gemme/germogli che crescono su uno stelo alto fino a un metro. Le gemme sono dette “grumoli”.

#6 Esistono circa 110 varietà di cavolini di Bruxelles, anche se sul mercato italiano se ne trovano solo 4 o 5. Le più difficili da reperire sono quelle con i cavoletti rossi. Alcune varietà producono i cavolini da fine estate a metà autunno, altre in autunno e in inverno, altre ancora che permettono il raccolto fino agli inizi della primavera. Certe varietà producono 30-40 cavolini a pianta, altre arrivano a superare i 100 grumoli.

#7 I cavolini di Bruxelles sono chiamati così perchè la loro produzione,  come la conosciamo ora, prese piede proprio a Bruxelles agli inizi del XVI° secolo. Esistono, tuttavia, documenti che attestano una produzione di ortaggi simili già nell’antica Roma, benchè le loro origini vanno cercate in Iran e in Afghanistan.

#8 Stando a una ricerca del 2008 i cavolini di Bruxelles sono gli ortaggi più odiati dagli americani. Ricerche analoghe hanno mostrato risultati simili anche in Europa, a cominciare dall’Inghilterra. La causa di tanta antipatia va ricercata nell’odore di zolfo rilasciato da questi mini ortaggi durante la cottura. Va tenuto presente che le antipatiche esalazioni si hanno soprattutto nel caso di lunghe cotture, in particolare con la lessatura. La cottura in  padella è più clemente… Per contrastare la diffusione dell’odore sgradevole durante la cottura dei cavolini, si consiglia di bollire a  parte alcune foglie di alloro, oppure di utilizzare per la cottura la pentola a pressione.

#9 In Inghilterra,  dove sono molto ghiotti di cavolini di Bruxelles (tra i grandi fan l’ex premier Gordon Brown che adora farne delle scorpacciate), nel periodo precedente Natale la produzione di questi ortaggi viene decuplicata.

#10 Si racconta che il  principe William e la moglie Kate Middleton hanno consumato molti cavolini di Bruxelles durante la luna di miele alle Seychelles per  stimolare la fertilità.  Questi ortaggi apportano infatti acido folico, una  sostanza che migliora la fertilità sia femminile sia maschile.

#11  I cavolini di Bruxelles vengono normalmente consumati previa cottura. Sono, però, gustosissimi anche a crudo. Per questo tipo di preparazione (che evita la dispersione di odori sgradevoli e la perdita di importanti sostanze nutritive) vanno affettati molto finemente utilizzando la mandolina, eliminando preventivamente le foglie più esterne, normalmente piuttosto coriacee.

#12 Al momento dell’acquisto i cavolini di Bruxelles devono presentarsi compatti, ben chiusi, freschissimi, senza ammaccature.

 

 

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