LO CHAMPIGNON CHE FU ESILIATO A SANT’ELENA

LO CHAMPIGNON CHE FU ESILIATO A SANT’ELENA

    Lo champignon più simpatico, prepotente ed irriverente della Storia è quello uscito dalla matita dell’illustratore francese Gilles Bachelet: Napoleon Champignon, un Napoleone “funghetto” che ripercorre la vita e le gesta del grande corso in un universo fungino che dimostra che le persone sono proprio come i funghi, alcune deliziose altre assolutamente...
IL GALATEO DELLA LATTUGA

IL GALATEO DELLA LATTUGA

Galateo dell’insalata e non solo. L’insalata si mangia con le apposite posate, così come la carne e il pesce. Se sentite che l’insalata si taglia facilmente con la punta della forchetta, potete fare a meno del coltello. A pranzo, insalata e carne sono spesso servite contemporaneamente. In questo caso potete usare la stessa forchetta per entrambe”.   Mi è arrivato qualche settimana fa , per il mio lavoro di recensioni di libri per ragazzi, il manualetto di bon ton a tavola, insomma di galateo del mangiare,  scritto negli anni ’60 da Walter Hoving, il presidente della  Tiffany & Co: Tiffany Le buone maniere a tavola per teenager (Rizzoli).  In tempi di maleducazione dilagante, parlare di ordine delle posate sul tavolo o del modo di tenere il cucchiaio da zuppe è quasi una bizzarria. E tentare di farlo rivolgendosi a dei giovanissimi forse lo è ancor di più.Qualche lettore imberbe, trovandoselo tra le mani, potrebbe pensare di essere finito in un nuovo genere di fantasy. Lasciamoglielo credere se questo potrà insegnargli che non sta bene tuffarsi “sul cibo come un levriero irlandese” o a non tenere in mano forchetta e coltello  tra un boccone e l’altro, pena l’apparire commensali bellicosi.   Per quanto mi riguarda, mi è scappato più di un sorrisetto compiaciuto mentre sfogliavo  questo volumetto dalla copertina color salvia che dispensa con un pizzico d’ ironia consigli su come comportarsi  a tavola. Mi son rivista  a tavola con i miei ai tempi in cui mi insegnavano le buone maniere, il galateo della situazione.  “Tira giù i gomiti dal tavolo!”, “Pulisciti la bocca prima di bere!”. E sì, anche...

Elogio del pomodoro

 Un mondo senza pomodori  sarebbe  come un quartetto d’archi senza violini. Laurie Colwin (scrittrice americana) (pomodori dal mio orto...

Anch’io voglio un maître saladeur! E la salsa Svegliarina.

Che invidia! Che invidia! Che invidia! Sono qui che mi rodo…  Qualche giorno fa alla Biblioteca di Massarosa ho preso in prestito un libro vintage: Buon appetito Versilia, di Aldo Valleroni, un giornalista de La Nazione (ma anche compositore e paroliere, recita la sua pagina su Wikipedia) scomparso nel 2000. Mi ha incuriosito per il titolo ma anche per la grafica d’antan.  Pubblicato nel 1981, quindi decisamente datato, il libro racconta simpaticamente storia e curiosità dei ristoranti della riviera ai piedi delle Apuane.  Ci sono tutti i grandi, da Tito al Molo e Romano a Viareggio, al La Barca di Forte, con la loro genesi ed evoluzione narrata per filo e per segno con gran rispetto per i patron e i cuochi di allora, ormai  genitori o nonni dei patron e degli chef di oggi. Tra le pagine ci sono anche tante realtà oggi scomparse, o completamente stravolte. Ed è qui che subentra la mia grandissima invidia. Già nelle prime pagine, infatti, l’autore rende omaggio alla cucina del ristorante di un albergo viareggino, l’Astor, come il  faro della gastronomia locale, così luminoso da essere notato anche dall’estero. A guidarlo, siamo negli anni Trenta, c’era tale Mario Macelloni, che ora immagino intento a cucinare per Il Padreterno, arrabbiandosi se non chiede il bis del piatto. Ebbene, uno dei fiori all’occhiello di questo ristorante era il maître saladeur , anche detto il professore. “Si chiamava Gaetano. -racconta il Valleroni – Arrivava al tavolo sospingendo un carrello di foggia strana sul quale trovavano posto bottigliette con le più incredibili salse e tutte le specie di insalate. Non potevi che affidarti ai suoi suggerimenti....

Io, Neruda e i carciofi

Non so voi, ma io ho una voglia smodata di carciofi, quasi a livello di voglie da gravidanza. Fortunatamente Melli ieri sera me ne ha regalati due (oltre a quelli che ho mangiato a casa sua durante la cena). Martedì saccheggerò il mercato, non ci sono storie. Nell’attesa (uffa!) mi consolo con i versi di  Pablo Neruda. Solo un grandissimo poeta poteva dedicare un poema a questo straordinario ortaggio… ODE AL CARCIOFO (Dalle Odi elementari) Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero, ispida edificò una piccola cupola, si mantenne all’asciutto sotto le sue squame, vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono, divennero viticci, infiorescenze commoventi rizomi; sotterranea dormì la carota dai baffi rossi, la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino, la verza si mise a provar gonne, l’origano a profumare il mondo, e il dolce carciofo lì nell’orto vestito da guerriero, brunito come bomba a mano, orgoglioso, e un bel giorno, a ranghi serrati, in grandi canestri di vimini, marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno: la milizia. Nei filari mai fu così marziale come al mercato, gli uomini in mezzo ai legumi coi bianchi spolverini erano i generali dei carciofi, file compatte, voci di comando e la detonazione di una cassetta che cade, ma allora arriva Maria col suo paniere, sceglie un carciofo, non lo teme, lo esamina, l’osserva contro luce come se fosse un uovo, lo compra, lo confonde nella sua borsa con un paio di scarpe, con un cavolo e una bottiglia di aceto finché, entrando in cucina, lo tuffa nella pentola. Così finisce in pace la...

Nell’insalatiera di Giovanni Pascoli

XVI O VANO SOGNO Al camino, ove scoppia la mortella tra la stipa, o ch’io sogno, o veglio teco: mangio teco radicchio e pimpinella. Al soffiar delle raffiche sonanti, l’aulente fieno sul forcon m’arreco, e visito i miei dolci ruminanti: poi salgo, e teco – O vano sogno! Quando nella macchia fiorisce il pan porcino, lo scolaro i suoi divi ozi lasciando spolvera il badïale calepino: chioccola il merlo, fischia il beccaccino; anch’io torno a cantare in mio latino. Giovanni Pascoli, Myricae –L’ultima...