IN VIAGGIO NEL MONDO DELL’ OLIO DA OLIVE

IN VIAGGIO NEL MONDO DELL’ OLIO DA OLIVE

  Il nuovo  libro di Luigi Caricato, Atlante degli oli italiani, è un affascinante viaggio nel mondo  dell’olio da olive italiano. Tra le sue pagine, che continuano il discorso iniziato 15 anni fa con Oli d’Italia,  il  mio amico oleologo (attenzione, il neologismo lo ha creato proprio lui, a indicare un ruolo culturale oltre che tecnico nel settore)  ha tracciato un preciso affresco geografico e storico della coltivazione degli olivi e della lavorazione dei loro frutti in tutto il  nostro Paese. Già, perchè se si pensa all’olivo come essenza diffusa esclusivamente sulle rive del Mediteraneo si è completamente fuori strada: come documenta Caricato,  esistono superfici “olivetate”  anche in Val d’Aosta, Piemonte e Trentino. Non è un caso, quindi,se l’olivo figura addirittura nello stemma della nostra Repubblica. Il volume,ben illustrato, ben illustrato è  miniera di dati, informazioni e curiosità, che possono interessare non solo gli addetti ai lavori ma anche i semplici appassionati dell’ingrediente principe della cucina italiana e della dieta mediterranea. Dalla stranezza della “Strada del Torchio dell’olio” nella zona centrale delle Cinque Vie a Milano (ora denominata semplicemente Via del Torchio) dove venivano frante le olive in una città assolutamente priva di piante d’olivo, a quella a dell’olio taumaturgico per la cura dei dolori artritici prodotto nel Santuario di san Mauro Abate a Bomba, nel Chietino, fino all’aneddoto riportato nel II° libro dei Dialoghi di San Gregorio Magno a proposito di una certa ampolla dell’olio fatta gettare dalla finestra da san Benedetto da Norcia, rimasta miracolosamente intatta. Non mancano informazioni sui musei dell’olio da visitare, sugli olivi monumentali davanti a cui rimanere a bocca aperta almeno una volta...
TEODORO COLTIVA I FAGIOLI

TEODORO COLTIVA I FAGIOLI

Ma quanto è simpatico il castoro Teodoro con le sue piantine di fagioli!  Lars Klinting ha creato un meraviglioso personaggio per i lettori più giovani che non ama stare con le mani in mano. Da lui c’è sempre qualcosa da imparare. Per esempio come coltivare delle piantine di fagioli. In questo bel libretto il laborioso castoro è, infatti, alle prese con una semplice coltivazione casalinga, facilmente eplicabile. L’idea gli viene quando ne vede alcuni rotolare sul pavimento, caduti dal sacchetto della spesa che ha appena portato a casa. “Mi sa che questi fagioli si possono far crescere!” dice al suo amico castorino Ciccio. Va detto che i due devono sostituire la piantina appena appassita sul davanzale della casa di Teodoro. Comincia così – come è consuetudine tra i libri dell’Editoriale Scienza che ha pubblicato questo libro – un percorso tra il racconto tutto da leggere per sapere come va a finire e un accurato testo scientifico sulla coltivazione indoor  dei legumi, a misura di lettore con il grembiulino della scuola materna.  Si impara divertendososi, insomma. E se ora, dopo aver letto quanto sopra, anche a voi vien voglia di crescere una piantina di borlotti, bianchi di Spagna o kidney, sappiate che non dovete fare altro che mettere a mollo i fagioli secchi per una notte, poi metterli a dimora in un vaso pieno di terra soffice  e tenerli annaffiati senza farli annegare. Con un po’ di pazienza li vedrete germogliare. Allora non dovrete far altro che offrir loro dei bastoncini di bambù su cui arrampicarsi. Perchè le piantine di fagioli crescono…crescono… Un volumetto godibilissimo, non solo per il pubblico...
L’ INSALATA DI TRIPPA DI FABIO PICCHI

L’ INSALATA DI TRIPPA DI FABIO PICCHI

  Fabio Picchi  è un tipo interessante. Un po’ chef (suoi, a Firenze, il ristorante Il Cibrèo e un paio di  appendici più alla portata di tutti) , un po’ imprenditore culturale  suo, sempre a Firenze, il Teatro del Sale dove cibo e spettacoli vanno di pari passo), un po’ giornalista e scrittore.  Ne parlo qui, in questo microcosmo virtuale dedicato all’insalata,  per via del suo ultimo libro, Firenze -Passeggiate tra cibo e laica civiltà, pubblicato qualche mese fa dalla Giunti e rimasto sul mio comodino per un paio di mesi perchè non è un libro da leggere ma da gustare a piccoli pezzi, come il cioccolato extra-fondente. Tra le pagine del volume ho trovato alcune ricette dedicate al piatto che mi è caro. Fin qui nulla di strano, un cuoco del calibro del Picchi di insalate deve intendersene, per forza. Ma quelle che propone lui, e una in particolare, meritano di finire sotto i riflettori. Quanto meno sotto i riflettori di questo blog. Andiamo con ordine,però. Cos’è il libro del Picchi, innanzi tutto. Beh, è più facile dire cosa non è. Non è una guida turistica  di Firenze, anche se l’autore prende sottobraccio il lettore e lo accompagna alla scoperta dei canti più autentici della città. Non è un libro di cucina, anche se non lesina ricette e consigli pratici per chi vuol portare in tavola qualcosa di buono all’insegna della tradizione fiorentina più autentica e della creatività di un grande professionista  Non è neppure  una storia d’amore,  anche se Picchi riversa tra le righe tutto il suo amore per Firenze. Che è tanto, un amore immenso. Il...
28 INSALATE PER LA PAUSA PRANZO

28 INSALATE PER LA PAUSA PRANZO

  Finalmente è arrivato anche in libreria il libro di ricette per la pausa pranzo che ho scritto a quattro mani con Lella Niccoli, uscito con la rivista Cucina Naturale il mese scorso. Piatti fai da te per la pausa pranzo, questo il titolo, è un’originale raccolta di proposte stuzzicanti per chi ha deciso di portarsi da casa il pasto per il break tra le ore lavorative, per chi ha deciso di dire basta ai panini, piattoni e piattini improvvisati  e costosi del bar dietro l’ufficio.  E non si tratta di ricette “qualsiasi”, caratterizzate  solo dalla velocità di preparazione (un must quando si tratta di infilare nella lunch box il pasto per la successiva pausa pranzo).  No, le ricette che trovate tra le pagine del libro (pubblicato da Tecniche Nuove, come l’altro mio lavoro Tutto su insalate e condimenti) hanno una caratteristica molto particolare: sono state pensate e proposte nell’ottica di offrire ai lettori un’opportunità per fare del pasto tra le ore di lavoro un’occasione per mantenersi in salute e in forma. Il centinaio  di ricette che potrete consultare sono state divise per stagione (non mi stancherò mai di invitare i miei lettori a cucinare con ingredienti della stagione in cui ci si trova, il gusto ne guadagna alla grande) e caratterizzate,ciascuna,  da un ingrediente scelto per le sue benefiche proprietà nutrizionali. Quindi, se per la pausa pranzo  deciderete di portare con voi nella schiscetta il sandwich ai tre peperoni, con pomodoro camone, sarete coscienti che quest’ultimo vi regalerà una bella carica di vitamina C, potassio e carotene, e che il suo contenuto di licopene sarà al vostro fianco...

LE INSALATE DA SCHISCETTA SONO IN LIBRERIA!

      Forse qualcuno di voi lo ricorda: un paio d’anni fa ho iniziato un’avventura parallela a quella di InsalataMente lanciando un blog e una pagina Facebook dedicate alla cucina da lunch box. Alla “schiscetta”, come si dice  a Milano e dintorni. Il blog si raggiunge  all’indirizzo www.schiscetta.net (cliccate qui per fare prima) e la pagina facebook si chiama, appunto, Schiscetta. Con la mia amica Lella ci siamo dedicate a creare ricette sfiziose alla portata di tutti, preparabili partendo- se possibile – da ingredienti utilizzati per preparare la cena a casa per tutta la famglia. Questo nello spirito di non ritrovarsi a essere, durante la pausa pranzo, un’appendice della pattumiera di casa. Insomma, basta con hli avanzi del giorno prima per il pasto, che più degli atri, deve essere un momento di coccole a sè stessi. Dal nostro lavoro comune (è bellissimo lavorare con un’amica!) è nato il libro che è arrivato in libreria nei giorni scorsi: Schiscetta sfiziosa. Idee e ricette rapide per la pausa pranzo, pubblicato dalla casa editrice Vallardi.  Il volume raccoglie più di un centinaio di ricette “da schiscetta”, tra cui quelle di varie insalate. Si tratta sempre di insalate “particolari” che non soffrono il trasporto e l’attesa nel frigorifero dell’ufficio, ma che, anzi, guadagnano in sapore proprio da tale attesa prolungata.Inoltre, in gran parte, sono insalate piatto unico. Basta una di esse per ritrovarsi ben sazi e pronti ad affrontare le ore pomeridiane di lavoro o di studio.  Alice nel Paese delle insalate, insomma, ne ha fatta un’altra delle sue! Vi saluto con una bella immagine: la schiscetta /lunch box del presidente americano...

GIUSEPPE CAPANO PER LE MIE INSALATE (E CONDIMENTI)

Leggere la recensione di un proprio libro fa sempre piacere perchè testimonia un interesse verso il lavoro che hai fatto, che ti ha richiesto impegno e passione. Si sa, il tempo ai giorni nostri è tiranno, è un bene prezioso, preziosissimo, e l’idea che qualcuno dedichi parte del proprio ad analizzare e raccontare poi ai propri lettori le impressioni su un determinato testo è già  di per sè motivo di apprezzamento. Potete, quindi, immaginare quanto oggi io sia grata a Giuseppe Capano, lo chef della cucina naturale per eccellenza, (nonchè ottima penna sul medesimo tema ), anima bio-veg-gastronomica di Festambiente, per l’attenzione che ha voluto prestare al mio ultimo libro sull’insalata nel suo interessantissimo blog.  Tra le sue ricette sane colorate e  facili da realizzarsi,  i suoi pensieri su un mondo che funziona a forza di buone volontà e di spiccate capacità creative, tante informazioni nutrizionali  utili, precise e scientificamente supportate, ha voluto offrire ampio spazio a Tutto su insalate e condimenti, il  volume pubblicato da Tecniche Nuove. Non solo lo ha fatto, ma lo ha fatto leggendo davvero il libro -cosa rara di questi tempi nel settore  -dedicandogli quell’attenzione  che avrebbe potuto, invece, dedicare sotto l’ombrellone a un buon Simenon. A Giuseppe va  il mio grazie di cuore. A voi l’opportunità di dare un’occhiata a questa recensione cliccando...