INSALATA DI ARANCE PER LA COLAZIONE INVERNALE

INSALATA DI ARANCE PER LA COLAZIONE INVERNALE

Un graditissimo ritorno: Fernando Fontanella, giornalista e naturalista amico di InsalataMente, torna a scrivere per noi con una proposta adatta alla stagione invernale (e ai giorni post bagordi di fine anno). UN’INSOLITA COLAZIONE Tipica mattinata invernale, scuro fuori e freddo pungente. Un velo di raffreddore fa accendere la spia, sono in riserva di vitamina C. Per fortuna il distributore non è lontano, il cesto sul bancone è stracolmo di agrumi freschi. Chiederò una classica spremuta d’arancia. Un po’ banale in verità, ma che scelta ho? La signora Raffaela sembra cogliere l’imbarazzo nella decisione e senza esitare tira fuori dal cilindro della tradizione un’alternativa deliziosa: «Che ne dice di una bella insalata d’arance?». “Tre succosissime arance, senza semi e di una varietà un po’ asprigna, mondate con cura, tagliate in grossolani pezzi, adagiate in una ciotola capiente. Un pizzico di sale marino fino, uno spicchio d’aglio tritato finemente, qualche briciola di peperoncino piccante e un giro di olio extravergine di oliva. Il tutto mescolato con cura.” Annuisco e sorrido, sono contento: questa sarà un’insolita e saporita colazione invernale. Ferdinando Fontanella Esistono alcune varianti di questa ricetta. Alcuni, ad esempio, alle arance uniscono anche un paio di limoni. Altri usano mettere il pepe al posto del peperoncino. Altri ancora, insaporiscono il tutto con l’aceto balsamico. Frequenti anche le combinazioni tra questi ingredienti. Ferdinando Fontanella è impegnato nello studio delle complesse relazioni del sistema natura. Dedica gran parte del suo tempo alle ricerche di campo e utilizza la preziosa esperienza così accumulata per raccontare le piccole e grandi meraviglie del paesaggio che ci circonda e che tutti possiamo apprezzare nel quotidiano.Lavora come...

INSALATA DI PUNTARELLE. ANZI, DI PUNTARELLETw

        Due weekend fa sono stata a Camogli per il Festival della comunicazione, ve l’ho già raccontato, lo so. Ma ora ve ne riparlo perchè nel frattempo  è saltata fuori una ricetta di insalata di puntarelle.  Che c’entra con l’insalata di puntarelle con il Festival della comunicazione, vi starete chiedendo. C’entra c’entra, perchè in occasione di questo festival ( interessante, ci tornerò anche il prossimo anno, sperando che nel frattempo migliorino la parte connessione a internet, inesistente) ho incontrato i tre “papà” di @TwLetteratura, il bel progetto che propone la rilettura e la riscrittura di grandi testi testi in 140 caratteri ( in ottobre, ad esempio,  partirà l’avventura twittata di  #TwPinocchio che farà riscoprire alla comunità degli twitteratori, ma anche alle scuole di ogni grado, il testo di Carlo Collodi). Chiacchierando con i tre,  Paolo Costa, Edoardo Montenegro e Pierluigi Vaccaneo,  per il mio pezzo poi uscito su Il Tirreno, sono arrivata a parlare di insalate. Non potrebbe essere diversamente, conoscendomi. Ho raccontato loro dell’insalata “ebraica” di Matteo Corradini (cliccate qui se volete rileggerla) e li ho invitati a offrire ai lettori di questo blog una loro ricetta. Ieri tra le email ho trovato la proposta di uno dei tre,  Paolo Costa, giornalista  e grande esperto di new media. Ve la passo pari pari. Veloce, non è  una tweetricetta come quelle di  @TWinsalata,ma quasi). Godetevela pensando a @TwLetteratura quando avrete delle puntarelle sottomano. INSALATA DI PUNTARELLE ALLA ROMANA   Pulisco e taglio le puntarelle, eliminando germogli e parti dure.   Le lascio in ammollo in acqua gelata per un’ora. Le scolo e le condisco con olio, aglio, filetti...
L’INSALATA DI MATTEO CORRADINI  (TRADIZIONE EBRAICA)

L’INSALATA DI MATTEO CORRADINI (TRADIZIONE EBRAICA)

  Settimana scorsa, per poter recensire per il mio giornale  il suo ultimo libro, Annalilla (un gran bel libro per ragazzi , ma non solo. Se ne volete sapere qualcosa di più cliccate qui), sono tornata in contatto con Matteo Corradini, conoscenza di vecchia data, ottima penna per i più giovani , ebraista ed esperto di didattica della memoria.  Mi è venuta così l’idea di chiedergli una ricetta di insalata propria della tradizione culinaria ebraica ( che nelle insalate antipasto vede una delle sue caratteristiche peculiari). Ecco cosa ha scritto per noi.     È una ricetta molto mediterranea, e teoricamente molto estiva: mi piace però prepararla tutto l’anno, quando capita. Trae (forse) origine da alcune tradizioni ebraiche tripoline, e da là è arrivata fino a noi. Piuttosto veloce, è comoda perché può essere preparata con un buon anticipo e messa in frigorifero ad aspettare. Ma soprattutto è buona, o perlomeno: a me piace molto.   INSALATA DI ORZO, FETA E ZUCCHINE   Servono: orzo, zucchine, ceci, feta, menta, limone, olio, pepe bianco. Non metto le quantità perché non sono un cuoco e preferisco che ciascuno prediliga quello che ama di più. Io la preparo così. Mentre l’acqua nella pentola si scalda in attesa di accogliere l’orzo, taglio le zucchine a fettine e le corico in una padella larga, con un filo d’olio e un po’ di sale. Le fettine rotonde di zucchine amano il caldo e coricate a pancia all’insù ringraziano sentitamente. Per i ceci la faccio molto facile: li compro in scatola già bolliti, ma possono anche essere comprati secchi e messi a bagno prima. Non l’ho...
DAGLI SCOGLI ALL’INSALATIERA: IL FINOCCHIO DI MARE

DAGLI SCOGLI ALL’INSALATIERA: IL FINOCCHIO DI MARE

  Oggi ho un ospite, il primo di una serie (tanto che ho aperto una nuova rubrica, dedicata proprio a chi verrà a  raccontarci qualcosa da queste pagine, la trovatenella sezione “Mondoinsalata”). L’ospite odierno è Ferdinando Fontanella, naturalista e giornalista, che ho  stuzzicato a proposito del Finocchio di mare, una pianta che dai dirupi impregnati di salsedine e dalle scogliere spesso arriva in tavola, nell’insalatiera.  Un paio di giorni fa Ferdinando ha avuto l’azzardo di twittarne una foto dal suo account (@nandofnt) e la cosa mi ha subito incuriosita, per il nome e per la bellezza della pianta. Nelle foto qui sotto potete vederla anche voi.  Così  ho chiesto a Ferdinando  di raccontarci qualcosa su questa erba selvatica che non molti conoscono (ma ora, in prossimità del mare, terremo tutti gli occhi bene aperti!). IL FINOCCHIO DI MARE: LA VITAMINA C ARRIVA DAGLI SCOGLI La conoscenza delle piante alimurgiche, erbe selvatiche ricercate per uso alimentare, è uno degli aspetti caratteristici della grande tradizione culturale italiana. La possibilità di ricavare alimento, magari una ricca e gustosa insalata, da una pianta cresciuta spontanea ha sempre rappresentato un’opportunità non trascurabile, soprattutto in periodi di carestia, per integrare e migliorare l’alimentazione quotidiana. Con l’avvento dell’era moderna, col cosiddetto “benessere diffuso”, questo inestimabile bagaglio culturale, messo insieme con millenaria esperienza, rischia seriamente di sparire perché non più trasmesso dalle vecchie alle nuove generazioni. Sono tante perciò le piante che noi oggi trascuriamo da un punto di vista alimentare.Tra queste va sicuramente ricordato il Finocchio marino (Crithmum maritimum) essenza, simile nell’aspetto del fiore al finocchio selvatico, diffusa e caratteristica delle rupi prossime al mare lungo...

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