AL GETTY ORA CRESCE LA LATTUGA

AL GETTY ORA CRESCE LA LATTUGA

  Al Getty Center a Los Angeles cresce la lattuga. E non solo quella: anche pomodori, spinacini, sedano, e molti altri ingredienti da insalata, tutti provenienti da semi, anche rari, di antiche varietà. E tutte queste meraviglie finiranno in altrettanto meravigliose insalate. Non preoccupatevi, in quello che è uno dei centri museali più famosi del mondo non sono andati fuori di zucca. L’orto che cresce sulle terrazze basse del Getty Center, a pochi metri dalle sculture di Calder, è esso stesso materia prima di un’opera d’arte. Quale complemento alle mostre The Edible Monument: The Art of Food for Festivals e Eat, Drink, and Be Merry: Food in the Middle Ages and Renaissance  ,in corso in questo periodo nel centro polifunzionale progettato da Richard Meier è stato, infatti, chiesto all’artista Julia Sherman di creare un “giardino dell’insalata”  da cui proverranno gli ingredienti per le insalate che la stessa Sherman andrà a preparare con altri artisti, accompagnando la preparazione con conversazioni all’insegna della creatività. La scelta della Sherman non è stata casuale, quest’artista e fotografa cura, infatti, da tempo il blog Salad for President che intreccia ricette di insalate, magnifiche fotografie e riflessioni sul rapporto tra arte e vita di tutti i giorni.  Tutte le conversazioni tra la Sherman e gli artisti che saranno coinvolti nella preparazione di insalate con gli ortaggi cresciuti nel Giardino dell’insalata del Getty Center saranno poi pubblicate sullo stesso Salad for President. Il singolare orto ( che è stato progettato in modo di richiedere pochissime annaffiature nonostante il caldo di Los Angeles) resterà in funzione fino al prossimo  18 dicembre . Per la Sherman quest’iniziativa non...

LUIGI CARICATO: AL RISTORANTE NON HANNO OLI ALL’ALTEZZA DELLE INSALATE (CON ECCEZIONI)

L’oleologo per antonomasia è Luigi Caricato, giornalista, scrittore e anima di Olio Officina Festival, l’appuntamento  con il mondo dell’olio che si  tiene ogni anno a Milano a fine gennaio. A riflettori appena spenti sulla manifestazione l’abbiamo incontrato per chiacchierare della situazione dell’olio da olive in Italia. Che non fila liscia come dovrebbe. Nell’occasione  ci ha parlato anche di oli e ristoranti, con osservazioni sorprendenti,  e di come scegliere questo prezioso ingrediente per le nostre amatissime insalate. Una fotografia del mondo dell’olio oggi in Italia? Raccontaci le opportunità e i problemi, anche in vista dell’Expo. Il mondo dell’olio attraversa oggi grandi contraddizioni. Ha perso la propria verginità e purezza, si è contaminato. Si sono corrotte le persone che vi fanno parte. Mentre un tempo si affrontavano i problemi di sempre, strutturali, oggi si ripresentano irrisolti, amplificati. La scarsa remunerazione per chi lavora nel settore è una costante, la frammentazione delle produzioni è rimasta tale e anzi paradossalmente oggi tutti producono e imbottigliano, senza avere il coraggio di unire le forze e creare un marchio collettivo che sappia trarre vantaggi dal mercato. Tutti si sentono imprenditori ma non ne hanno la stoffa, e così la disunità tra gli attori della filiera diventa sempre più problematica. Si arriva all’odio verso le aziende che sono grandi o lo diventano. L’olivicoltura italiana è vetusta nei suoi impianti produttivi e anziché voltar pagina si teme la modernità. Non si accettano le innovazioni. C’è un rifiuto tenace. Non c’è un’economia serena e immancabilmente, quando si parla di olio, il filo conduttore di molti discorsi sono le frodi e le sofisticazioni. Invece è un settore ancora sano,...
UN’INSALATA PER FRANZ

UN’INSALATA PER FRANZ

    Vedete l’insalata nella foto in basso? Quella di cui oggi vi passo la ricetta  battezzata Insalata Franz? Bene, dovete sapere che è un regalo che nasce da una promessa. Una promessa fatta a una persona gentilissima. Talmente gentile da meritarsi la dedica di un’insalata su questo blog. Ma facciamo un passo indietro. Per qualche settimana mi sono trovata in una situazione surreale con l’account Twitter di InsalataMente, sì, proprio quello del blog che state leggendo ora. L’account @InsalataMente, per essere precisi. Non sto a raccontarvi cosa succedeva perché questa non è la sede adatta, sappiate solo che era diventato quasi ingestibile. Le ho tentate tutte con i canali “ortodossi”, ma niente. Il problema restava sempre identico a sé stesso. A un certo punto, esasperata (sì, anche le insalatologhe ogni tanto sclerano) ho deciso di chiedere consiglio a un grande mago dei social: Franz Russo, che seguo sempre con piacere su Twitter (@franzrusso) e sul suo blog dedicato all’analisi degli strumenti e le novità del web (lo trovate cliccando qui). Franz mi ha confermato subito l’analisi fatta anche dall’amico @Marchiondelli (altro pasionario dei social, qui il suo di blog) : la situazione non era risolvibile da un comune mortale. Per aiutarmi  mi ha dato un suggerimento utilissimo a risolvere il caso. Suggerimento  che ha funzionato e così  @InsalataMente ha trovato finalmente la pace che meritava. Immensa la mia gratitudine per il caro Franz, e per esternarla ho deciso di dedicargli una delle mie creazioni, un’insalata, appunto. Gliel’ho promessa,  e ora  siamo qui con l’insalata per Franz  (certo, qualcun altro ha avuto una macchina, ben altra cosa, ma ognuno...

L’insalata e la ristorazione, un connubio possibile?

Oggi abbiamo ospiti. La vostra insalatologa di fiducia, infatti, si fa da parte per lasciar parlare Massimo Occhinegro, un esperto di marketing  dell’olio d’oliva rimasto folgorato sulla via principale del Paese delle insalate, che ha  le idee ben chiare su quale dovrebbe essere il ruolo del nostro piatto preferito nella ristorazione. La prossima volta che andrete al ristorante…pensate alle sue parole! INSALATA CHE PASSIONE! di Massimo Occhinegro L’insalata e la ristorazione, un connubio possibile? Ma perché nei ristoranti non si può mai mangiare un’insalata di fantasia che allieti il palato e la mente? Provate ad andare in un qualsiasi ristorante in Italia e provate a chiedere un’insalata. Ve ne proporranno sicuramente una banale e nello stesso tempo tristissima. Al massimo vi chiederanno se la volete con il pomodoro o senza. Chi ad esempio fa la dieta, spesso deve rinunciare ai migliori piatti succulenti evitando di andare al ristorante , perché altrimenti commetterebbe il classico “peccato di gola” . Supponiamo che accetti l’idea di recarvisi dichiarando di accontentarsi di un’ insalata. Che tristezza! Con ogni probabilità ne porteranno una che al massimo sarà composta da una semplice lattuga e forse da qualche fetta di pomodoro. Già la rucola o qualche finocchio costituirebbero un problema. Che dire allora? Ai ristoratori propongo di allargare il menu considerando anche di inserire almeno un paio di insalate fantasia come piatto unico e non da “ultimo” contorno. Perché l’insalata può essere un piatto unico, soprattutto per chi, per varie ragioni compresa la dieta, non può mangiare altro. I ristoratori non lo fanno perché guadagnano poco? Non è vero. Esistono delle insalate ricche che danno un...

Torna Olio Officina Food Festival (e c’è posto anche per le mie insalate)

Milano torna ad essere la capitale dell’olio d’oliva. Sì, avete letto bene, proprio Milano, la grigia metropoli che di primo acchito sembrerebbe non avere nulla a che fare con la solarità dell’ olio, delle olive e degli olivi. Il merito di questa magia va attribuito, ancora una volta,al mio amico  Luigi Caricato,giornalista e scrittore,  ideatore, organizzatore e direttore di Olio Officina Food Festival, che ha avuto la passione e la  tenacia di portare a fondo questo progetto in mezzo a mille difficoltà.  L’appuntamento per parlare “di condimenti per il palato e per la mente” si rinnoverà dal 24 al 26 gennaio in una sede particolarmente prestigiosa: il Palazzo delle Stelline, in corso Magenta 61, nel cuore della città, proprio di fronte a Santa Maria delle Grazie e al Cenacolo di Leonardo. A pochi passi da quella che è stata la mia casa milanese.   Luigi Caricato, il mio caro amico oleologo Luigi ha fatto un lavoro ciclopico, straordinario,  per preparare questa seconda edizione del festival , con piacere ne ho condivisa una nanoparte  in qualche chiacchierata davanti a un aperitivo (sempre analcolico!) da Principe a Forte dei Marmi. Ho ascoltato dei problemi che ha incontrato e dei suoi sogni. È forte, Luigi Caricato. Ce ne sono pochi in giro come lui.  Non sto qui a tediarvi con il racconto di quanto succederà durante il festival, il programma è online e potete scoprirlo cliccando qui. Ci saranno grandi chef, biochimici, nutrizionisti, cultori  ed esperti della materia in ogni sua sfaccettatura. Dall’aspetto salutistico a quello delle strategie dei produttori per difendere l’oro liquido, tutto verrà esplorato con dovizia e competenza, visto...
BRIGITTE BARDOT E IL TABBOULEH SEMPRE IMPERFETTO

BRIGITTE BARDOT E IL TABBOULEH SEMPRE IMPERFETTO

  Frédéric van Coppernolle, uno chef francese  molto popolare negli USA, ha raccontato  al New York Times la passione di Brigitte Bardot  per il tabbouleh che sua nonna –donna tuttofare in casa dell’attrice a Saint Tropez negli anni Ottanta- preparava per lei  che da tempo aveva scelto un’alimentazione esclusivamente vegetariana  ed era molto difficile  quando si trattava di sedersi a tavola. Van Coppernolle, quindicenne,  trascorse l’estate  del 1980 a casa della nonna, e più e più volte si trovò in cucina da aiutare durante la preparazione di quel piatto sul quale, immancabilmente, l’attrice trovava qualcosa da ridire: una volta non c’era abbastanza buccia di limone grattugiata, un’altra  era mal dosato un altro ingrediente…Ogni volta “era una  scena drammatica, anche se non c’era alcuna macchina  da presa nei paraggi”.   Tabbouleh per  Brigitte Bardot    Ingredienti per due persone couscous istantaneo 170 g succo di pomodoro 60 ml pomodori pelati  e tagliati a pezzetti 150 g ceci lessati 120 g ½ cetriolo sbucciato, privato dei semi e tagliato a dadini 1 cucchiaino da tè di aglio tritato 1 ½ cucchiai di scalogno fresco tritato la buccia grattugiata di un piccolo limone 1 ½ cucchiai di succo fresco di limone 2 cucchiai di menta fresca tritata olio extravergine d’oliva salsa Tabasco sale e pepe nero macinato al momento   Portate a ebollizione 280 ml d’acqua e il succo di pomodoro (per l’acqua regolatevi secondo le indicazioni sulla confezione del couscous, tenendo conto del succo di pomodoro), poi rovesciate  il liquido bollente  sul cous cous che avrete versato in una terrina, aggiungete 2 cucchiai di olio e lasciate gonfiare per 5 minuti,...

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