SALE DI MALDON:UN PICCOLO LUSSO IN CUCINA

SALE DI MALDON:UN PICCOLO LUSSO IN CUCINA

Se ancora non conoscete il sale di Maldon, beh…dovete assolutamente provarlo. Soprattutto se, come me, amate curare nei dettagli la scelta degli ingredienti che andrete poi ad utilizzare in cucina. Io l’ho scoperto grazie a uno chef che mi sono trovata a intervistare, dopo che aveva preparato un’insalata per questo blog. Incuriosita, dopo averlo provato nella sua cucina, sono andata a comprarlo e da allora non ha più lasciato la mia dispensa. Poi ho capito che è uno dei sali più amati dagli chef di tutto il mondo, da Ferran Adrià a Jamie Oliver, per fare qualche nome.J Per l’insalata è imbattibile, perchè  per la sua particolare struttura sollecita maggiormente i recettori del gusto presenti sulla lingua , facendosi apprezzare in modo particolare. Si tratta di un sale…salato (ma non più degli altri) a scagliette che deve il proprio nome alla cittadina inglese di Maldon, situata sull’estuario del fiumo Blackwater nell’Essex, Assomiglia molto al sale grosso, ma risulta più friabile per la sua struttura a forma di piramide cava. Se lo si prende tra le dita, infatti,  si sbriciola con facilità, per cui può essere utilizzato tanto per la preparazione del condimento (vinaigrette, citronnette o altro) o per rifinire il piatto, nel nostro caso l’insalata. Come va utilizzato?, vi starete chiedendo. Bene, il mio parere è che è un prodotto insuperabile quando si parla di insalate con carne o pesce (per questa seconda ipotesi c’è anche una variante affumicata), ma che  è meraviglioso anche nelle insalate di patate, di barbabietole, di legumi in genere, di asparagi, di zucca… Fantastico sulla mozzarella della caprese. Per contrasto è una delizia anche quando viene...
L’AGLIO ORSINO: DELIZIA CHE FA BENE

L’AGLIO ORSINO: DELIZIA CHE FA BENE

Perché l’aglio orsino si chiami così, con un chiaro riferimento agli orsi, non è ben chiaro. La ragione potrebbe essere ricercata nel fatto che i grandi plantigradi alla fine del lungo letargo invernale si nutrono in maniera vorace di queste tenere piantine per riattivare il proprio metabolismo e poter riprendere le proprie attività. Orsi o non orsi, questa piantina che in primavera cresce e fiorisce in luoghi umidi, soprattutto su terreni calcarei vicino a fiumi, torrenti e depressioni dove l’acqua piovana tende a ristagnare, è un ingrediente delizioso per tante preparazioni in cucina. In Germania e in Austria, dove viene chiamato Bärlauch (letteralmente: porro degli orsi), è considerato una vera leccornia e figura nei piatti primaverili di quasi tutti i ristoranti. Di fatto “cugino selvatico” dell’aglio che tutti conosciamo, l ’aglio orsino viene utilizzato sia per il bulbo (che può essere fatto essiccare esponendolo al sole dopo averlo tagliato in due parti), sia per le foglie . I bulbi si usano esattamente come quelli dell’aglio comune, mentre le foglie fresche vengono tagliuzzate per insaporire zuppe, frittate, risotti e, ovviamente, le nostre amatissime insalate, cui conferiscono una nota agliata molto delicata. L’ aglio orsino è ottimo anche sotto forma di pesto preparato con le sue foglie: io lo uso per insaporire anche le insalate di patate. Le foglie possono essere anche essiccate all’ombra e poi conservate in sacchetti di carta. Ma le foglie dell’Allium Ursinum (questo il nome botanico della pianta) non aggiungono solo una nota di gusto ai piatti: sono, infatti, utili anche dal punto di vista terapeutico. Fresche (per esempio aggiunte all’insalata) hanno proprietà diuretiche, depurative, ipotensive (aiutano...
10 MOTIVI PER CUI DOVRESTE CONSUMARE PIÙ RUCOLA

10 MOTIVI PER CUI DOVRESTE CONSUMARE PIÙ RUCOLA

Viva la rucola! Caratterizzata da un sapore aromatico e pungente che dà una marcia in più a tante insalate, la rucola (Eruca Sativa Mill il suo nome botanico, rughetta e ruchetta gli altri nomi con cui è popolarmente chiamata) è una pianta ricca di proprietà benefiche per il nostro organismo.   Eccole: 1. Ha un basso apporto calorico (solo 25 kcal per 100 grammi) ma un notevole apporto in termini di gusto, per cui è un’alleata formidabile in caso di diete ipocaloriche per il controllo del peso. 2. Facilita il processo digestivo perché stimola la produzione di succhi gastrici. 3. Ha proprietà diuretiche, per cui facilita l’eliminazione dei liquidi dall’organismo. 4. Come tutte le piante della famiglia delle Crucifere, è ricca di glucosinolati, una sostanza che sembrerebbe contrastare l’insorgenza di forme tumorali, in particolare alla prostata. 5. È ricchissima di vitamina A (100 grammi di foglie di rucola apportano l’80% del fabbisogno giornaliero di questa vitamina) che ha funzione antiossidante, protegge la pelle e contrasta la formazione di forme tumorali al polmone e alla bocca. 6. Il suo elevato apporto di vitamina K (100 grammi apportano il 90% del fabbisogno giornaliero) aiuta a sviluppare la densità ossea, utile in modo particolare alle persone che soffrono di osteoporosi. Non solo, la vitamina K protegge anche i neuroni da vari tipi di danneggiamento e migliora i processi cognitivi. 7. La rucola è ricca anche di vitamina B9 (acido folico) che, se inserita nella dieta durante la gravidanza, aiuta a prevenire i difetti del tubo neurale nel neonato. 8. Appena colte le foglie di rucola hanno un importante apporto anche di vitamina...

Insalate in busta, sì o no? Il dibattito continua.

Qualche giorno fa sulla pagina facebook di questo blog ho postato il link a un articolo che riprende il tema, ormai diventato un classico,  dei  problemi e  delle opportunità delle insalate in busta. Personalmente non le amo. O meglio, non le amo troppo. Ma le uso soprattutto nella cattiva stagione,quando creare dei mix di foglie tenere sarebbe troppo complicato. E anche troppo costoso.  Le uso anche quando ho fretta: sul servizio risparmia-tempo che offrono non c’è discussione, credo. Ma la mia regola è: lavare, lavare, lavare, comunque. L’aprire la busta e il rovesciare il suo contenuto in un’insalatiera non fa per me.forse è una fissazione, ma preferisco tenermela (e il tempo richiesto per l’operazione lavaggio è davvero pochissimo…). Al post ha replicato una persona che stimo,Gianfranco Colelli, professore ordinario dell’Università di Foggia, che proprio su queste tematiche ha sviluppato un’invidiabile esperienza. Qui sotto riporto il suo pensiero. Mi sembrava sciocco dovesse rimanere tra le righe di una pagina facebook. Altri interventi, ovviamente, sono non solo bene accetti, ma anche auspicabili. sia che la pensiate come Colelli, come me o che proprio stiate dall’altra parte della barricata. “Come al solito si spara sulla Croce Rossa. Nella crisi globale che attraversa il comparto ortofrutticolo l’ortofrutta a contenuto in servizio ha rappresentato negli ultimi anni una importantissima eccezione. Fatturati in crescita costante e, soprattutto, consumi in crescita costante, con tutto quello che questo comporta in termini di stili alimentari e salute (naturalmente non solo nel nostro Paese). Ma tralasciando gli aspetti macroeconomici e sociali del fenomeno, andiamo sui contenuti dell’articolo di turno che spesso si sofferma su concetti molto normali che però...

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