18 AGOSTO: SPESA AL MERCATO DI MASSAROSA

18 AGOSTO: SPESA AL MERCATO DI MASSAROSA

Spesa al mercato, stamattina. Benchè alle nove sia scoppiato un acquazzone che sembrava preannunciare una giornata da dedicare alle faccende di casa e a letture a gogò, in tarda mattinata il sole tornato a splendere mi ha convinto a vincere la pigrizia e a scendere dalla collina per andare a fare un po’ di spesa al mercato, insieme alla mia amica Melli. Ogni martedì c’è mercato a Massarosa, un mercatuccio in confronto agli altri mercati della Versilia in cui le sciure milanesi si battono come i marines a Omaha beach per portare a casa qualche capo firmato svenduto a prezzi di rimanenza. Un mercatuccio in cui si  comprano ottimi generi alimentari, in buona parte di produzione locale e regionale. Di fatto quello che piace a me. Il martedì, quindi, tendo a fare la mia spesa al mercato, approfittando anche della presenza di un banco di erbe aromatiche che riesce sempre a farmi sentire in crisi da astinenza, per cui torno a casa con qualche pianta da aggiungere alla mia collezione,  scusando la spesa con un “proprio non potevo farne a meno“. Stamattina, però, sono riuscita a resistere a questo tipo di lusinga e mi sono fermata solo ai banchi della frutta e della verdura, tra l’altro presi d’assalto (uno, addirittura, obbliga a munirsi di numerino per essere serviti quando è il proprio turno!). Ho portato a casa un bel mazzo di stringhe, qui anche dette fagioli serpente o fagiolini di Sant’Anna, le leguminose che i  botanici chiamano Vigna unguiculata. A Firenze ce n’è una varietà “con l’occhio” detta “serpenti fiorentini” che mi fa sempre pensare a dei fiorentini da tenere...

ALLE CANARIE: SOLE, DUNE E INSALATE!

Ooohps! Mi sono resa conto ora che non vi ho raccontato ancora nulla delle insalate delle Canarie. Delle Canarie??, vi starete chiedendo. Sì, proprio delle Canarie, quelle isole spagnole là in mezzo all’oceano a due colpi di remo dall’Africa, visto che  per l’ anniversario di matrimonio con il consorte ci siamo concessi una bella vacanza in quei posti meravigliosi. Non vi sto a tediare su quanto mi sia piaciuta Gran Canaria con i suoi panorami desertici, quasi lunari, costellati di dune desertiche, come mi abbia entusiasmato il resort Sheraton Salobre dove ho soggiornato , e quanto, invece, mi abbiano sconcertato certi insediamenti  di  condomini e casette a schiera per turisti tedeschi e inglesi. No, non vi sto a tediare con tutto questo,  visto che qui siamo a parlare di insalate. Appunto, le insalate. Anche alle Canarie ne ho assaggiate tante, di tanti tipi diversi, con pesce (eccezione!, vista la mia scelta vegetariana), frutta, formaggi…Ogni giorno un’insalata diversa . Vi racconto qui sotto per immagini quelle che mi sono piaciute di più. Cominciamo con una Caesar salad, un classico da hotel internazionale che in Spagna si trova dappertutto anche nei locali che offrono tapas. La versione  mangiata al taèpas bar  Camaleon dello Sheraton a Maspalomas mi è piaciuta per la presentazione a mo’ di wedge salad (spicchio di insalata): la rende meno “noiosa” del solito. Anche il parmigiano reggiano grattugiato ” a vista” mi è piaciuto, un po’ povero, invece, il condimento, che io avrei servito anche a parte in un piccolo bricco. Più originale, decisamente, l‘insalata di alghe wakame con trancetti di tonno crudo e semi di sesamo che...

L’INSALATA PROFUMA DI ARANCE ROSSE

New entry nella mia dispensa. Ed è una new entry destinata a diventare un classico. L’aceto di arance rosse dell’Acetificio Aretino, infatti,  è una piacevolissima sorpresa per il suo aroma e il suo profumo, che aggiungono  una nota molto particolare a tantissime insalate (e non solo a quelle). Non  è eccessivamente acido, e si sposa magnificamente tanto con oli delicati quanto con oli dal gusto più marcato (anche se in questo caso il propendo per il primo tipo di olio).  Può essere usato in insalate di soli ortaggi,  con frutta, con carne e con pesce o crostacei. Qui lo trovate nella ricetta che ho preparato in quattro e quattr’otto il giorno che mi è arrivato tra le mani.   INSALATA CON MELE AL PROFUMO DI ARANCE ROSSE   Ingredienti per 4 persone cuori di lattuga romana 180 g 2 mele dolci 1 piccolo finocchio olio extravergine d’oliva 1/2 limone 1 cucchiaio abbondante di aceto di arance rosse peperoncino in polvere sale e pepe nero macinato al momento Mondate la lattuga, lavatela e asciugatela con cura (ricordatevi sempre  che le tracce di umidità sulle foglie “disturbano” il condimento oleoso). Lavate le mele, asciugatele e, dopo aver eliminato i torsoli, tagliatele a fettine, senza eliminare la buccia. Spruzzatele con un po’ di  succo di limone perchè non anneriscano. Mondate il finocchio e affettatelo sottilmente utilizzando la mandolina. Riunite la lattuga, le mele, il finocchio  in una terrina. Preparate il condimento emulsionando 3 cucchiai d’olio, 1 cucchiaio di aceto di arance rosse, un pizzico di peperoncino, una presa di sale e una spolverata di pepe. Versate la vinaigrette così ottenuta sull’insalata e mescolate...

Consigli per non acquisti

Ogni  volta che mi viene in mente la frase “consigli per gli acquisti” mi passa davanti agli occhi Maurizio Costanzo e il suo show. Non so se l’ha coniata lui la frase che anticipa la sventagliata di spot  pubblicitari in tv, ma è a lui che la associo. Mi domando, quindi, che direbbe il furbo anchorman  ormai messo a riposo a proposito di questo mio suggerimento per NON sbagliare nell’acquisto. Andiamo con ordine, oggi mi era venuta voglia di fare un’insalata di riso, cosa abbastanza strana visto che per tutta l’estate ho girato al largo da questo tipo di insalate perchè mi sembravano un modo sorpassato di fare insalata. Meglio il couscous e la quinoa, l’ho detto e scritto più e più volte.  Comunque, com’è o come non è, in queste belle giornate che anticipano l’autunno mi è venuta voglia di preparare un’insalata di riso assolutamente estiva. carciofini grigliati sott’olio e pecorino sarebbero stati tra gli ingredienti. Sarebbero -sottolineo il condizionale – perchè tale insalata di riso non ha mai visto la luce. Il motivo? Il riso,  indiscutibilmente sbagliato. Avevo in dispensa, infatti, una scatola di riso parboiled comprata alla Conad. Ribe parboiled , Riso Ideale per Insalate di Riso e Risotti, recita la confezione. Avrei dovuto rifiutarmi di acquistarla già  per l’inflazione di maiuscole non giustificata, e non solo  per  il fatto che nell’indicazione sull’uso  si accomunano insalate di riso e risotti, che richiedono performace diametralmente opposte. Chicchi che rimangono ben separati per le prime e chicchi che permettono la mantecatura per i secondi, lo sanno tutti.  Comunque l’ho portata a casa, probabilmente in uno di quei giorni...

Per fortuna c’era un cavolo per l’insalata con nostalgia

Pasquetta, fine della sarabanda pasquale. I figli sono partiti e si fa largo la sindrome da nido vuoto, accompagnata, questa volta, da quella da frigo vuoto, visto che i due hanno portato via tutto il portabile via per garantirsi la sopravvivenza a casa e al campus nei prossimi giorni. Solo il cassetto della verdura è passato quasi indenne alla razzia, ma visto che sono tre giorni che non lo rifornisco piange comunque  miseria. Per fortuna  è rimasto un cavolo rosso portato dalla Germania, per cui decido, per il mio pranzo, di farne un’insalata con quant’altro passa il convento. Vale a dire: una scatola di ceci e un’arancia (trovarne due sarebbe stato troppo bello…). Per preparare il tutto utilizzo degli oggetti provenienti dalla cucina di mia mamma, per cui diventa un’insalata con sapore di nostalgia. Mi manca tantissimo, ma le sue cose me la fanno sentire vicina. Mi capita con i suoi golfini, i suoi orologi, le sue borse,  ma anche con i suoi attrezzi da cucina.     Utilizzando un tagliere che lei teneva appeso a una parete ho tagliato il cavolo a striscioline. L’ho lavato e l’ho steso su uno strofinaccio ad asciugare per mezz’ora.  Nel frattempo ho pelato al vivo l’arancia e ho tostato in un padellino con fondo antiaderente un cucchiaio di semi di sesamo. Scolati i ceci in scatola, via tutto nell’insalatiera di legno che è sempre stata l’insalatiera di casa. Mi fa un po’ effetto pensare che ora sia la “mia “insalatiera, ma la tristezza se ne va velocemente quando mi impegno  preparazione del condimento, per il quale ho utilizzato l’olio che mi ha...

Dressing per Caesar salad,tra preconfezionato e "fai da te"

In genere non amo le salse pronte per condire l’insalata. Non tanto perché  a priori trovi che non siano buone, lungi da me tali fanatismi da gastrofighetta, ma perché spesso le trovo troppo dense e, soprattutto, troppo banali come gusto. Mi piacere lavorare sui condimenti sperimentando sempre ingredienti e abbinamenti nuovi, per cui il trovarmi un condimento preconfezionato tra le mani in genere mi fa arricciare il naso. Comunque ho voluto provare la salsa per Caesar salad   a marchio Cardini, che i miei figli mi hanno portato al ritorno da New York. Non male, devo ammettere, molto meglio di tutte le salsine  da insalata  che normalmente si trovano nei nostri supermercati. Cesare Cardini, per chi non lo sapesse, è il ristoratore e chef  italiano emigrato in America  che,  negli anni Venti, nel periodo del proibizionismo, inventò la Caesar Salad per coccolare il palato dei clienti del suo ristorante a Tijuana  (dove poteva eludere le rigide regole imposte negli Stati Uniti) partendo da ingredienti tipicamente italiani. A partire dal 1935  lui stesso, trasferitosi a Los Angeles, iniziò la produzione su scala industriale del condimento da lui creato. E credo che la bottiglia che mi è arrivata dagli USA  derivi da quell’iniziativa imprenditoriale (ora chissà in che mani). Ho “allungato” la salsa  con  un po’ di succo fresco di limone e un cucchiaio d’acqua. Il risultato è stato perfetto per una Caesar salad  in versione “mare” con code di gambero, crostini e qualche lamella di parmigiano. Visto che stiamo parlando di Caesar salad, e visto che  mi viene spesso chiesta da chi legge questo blog e dagli amici della pagina facebook...