L’INSALATA DI PATATE VESTE GIALLO

L’INSALATA DI PATATE VESTE GIALLO

Da quant’è che non vi propongo un’insalata di patate? Quasi quasi mi vergogno di me stessa, una brava insalatologa non dovrebbe mai scordare le insalate di patate, ingrediente meraviglioso che offre mille possibilità.  E poi, diciamocelo, chi non ama le insalate di patate? Quella che vi propongo oggi,poi,  che abbina patate con cetriolini e tuorli d’uovo (per un bellissimo effetto cromatico, avrete una splendida insalata gialla  di patate  se deciderete di prepararla), è davvero irresistibile.   INSALATA DI PATATE IN GIALLO   Ingredienti per 3/4 persone 4 patate piuttosto grosse (ideali le patate rosse) 3 tuorli d’uovo sodo cetriolini in agrodolce tagliati a pezzetti 50 gr. 1 cucchiaio abbondante di cipolla di Tropea tritata grossolanamente maionese (anche light) 80 gr. 1 cucchiaino da tè di senape di Digione 1 cucchiaino da caffè di zucchero ceto di vino bianco paprika dolce sale pepe nero macinato al momento Lessate le patate (meglio se a vapore , poi mettetele da parte a intiepidire. Intanto preparate il condimento amalgamando la maionese, 1 cucchiaio abbondante d’aceto, la senape, lo zucchero, una presa di sale e una spolverata di pepe . Se la salsina così ottenuta risultasse troppo densa, aggiungete un paio di cucchiai d’acqua. Pelate le patate, tagliatene una a cubetti e schiacciate le altre con un cucchiaio di legno, poi versatele in una terrina. Aggiungete la salsina appena preparata, i cetriolini, i tuorli d’uovo sbriciolati e la cipolla. Mescolate con cura a lungo con delicatezza. I tuorli devono “sciogliersi” completamente. Aggiustate, se necessario, di sale e di pepe. Spolverizzate con poca paprika e mettete in frigorifero per almeno un’ora. Potete preparare quest’insalata con...
SONGINO: LEGGERO, SANO E VERSATILE

SONGINO: LEGGERO, SANO E VERSATILE

Mettiamo che vi sia venuta voglia di un’insalatina leggera leggera ma che abbia tanto gusto. Mettiamo che abbiate in frigorifero del songino (valerianella, formentino, gallinella, queste foglie cambiano nome in ogni posto). Ecco, il gioco è fatto: avete in casa l’ingrediente base che fa al caso vostro. Questo tipo di insalata, infatti, si presta a tante declinazioni in tutta leggerezza, e non solo perché la delicatezza delle sue foglie non permette condimenti pesanti di tipo cremoso, pena il diventare flaccide in pochi minuti. La Valerianella Olitoria, questo il nome scientifico del songino , è amica di chi vuole mangiare sano e leggero: 100 grammi di sue foglie apportano solo 20 calorie circa. E 100 grammi sono tanti, credetemi. Accompagnandola a ingredienti non esageratamente calorici si ottiene un’insalata leggera ma piena di sapore. E anche di nutrienti importanti per il nostro benessere, visto che è ricca di vitamina A, vitamina B e vitamina C, oltre che di sali minerali come ferro, potassio e fosforo. Un’insalata di songino aiuta a prevenire forme di anemia, aiuta a rinforzare i capillari, è diuretica e ha buone proprietà depurative. What else? Ora un suggerimento per un’insalata di songino da preparare in pochi minuti (la cosa più lunga e noiosa sarà il lavare bene le foglie per eliminare ogni traccia del terreno sabbioso in cui vengono coltivate, ed eventuali radichette). INSALATA DI SONGINO E UOVA   Ingredienti per 2 persone 150 gr. di songino già pulito e lavato 2 uova sode Olio extravergine d’oliva Aceto di mele Miele molto liquido Senape forte ½ spicchio d’aglio tritato finemente Sale e pepe nero macinato al momento Versate...
A GRAN RICHIESTA: LA CAESAR SALAD

A GRAN RICHIESTA: LA CAESAR SALAD

Praticamente non c’è giorno in cui non riceva richieste per la ricetta della Caesar salad. Sembra che quella che per gli americani è “l’insalata” per antonomasia lo sia diventata anche per gli italiani. Per lo meno per i lettori di questo blog e della sua pagina Facebook. Prima di passare a darvi la ricetta della “mia”  Caesar Salad voglio, ancora una volta, raccontare la storia di questo piatto. Una storia stuzzicante come il sapore di questo piatto unico. Secondo i racconti più accreditati, a crearla fu un italiano nato nella zona del Lago Maggiore ma emigrato negli Stati Uniti dopo la Prima Guerra Mondiale, tale Cesare Cardini, residente a San Diego in California, ma impegnato per lavoro anche a Tijuana (Messico). Secondo le memorie della figlia di Cardini (ecco perché li definisco i racconti più accreditati) la famosa insalata preparata per la prima volta dal padre il 4 luglio del 1924, in un giorno in cui non sapeva più come stupire i clienti del ristorante che gestiva per via delle restrizioni del Proibizionismo. Trovando ispirazione nelle tradizioni gastronomiche di famiglia, e potendo lavorare solo con gli ingredienti che aveva a disposizione, il Cesare (Caesar all’americana) creò un piatto unico assolutamente originale e stuzzicante per i buongustai americani. Alla base della Caesar salad ci sono: lattuga romana, parmigiano, aglio, olio extravergine di oliva, pane, uova, succo di limone e pepe, oltre a uno schizzo , saporito ma poco italiano, di Worcestershire Sauce. Da allora la ricetta ha subito mille manipolazioni. Ognuno, in pratica, prepara la Caesar salad come vuole, in genere secondo le abitudini di famiglia.  Aggiungendo, per esempio, pollo...

TRE INSALATE DI PATATE PER L’ESTATE (MA NON SOLO)

  Qualche anno fa mi trovai a chiacchierare di insalate di patate con l’editor che seguiva un mio libro. La signora,quarantenne  milanese con una passione smodata per le vacanze in barca, mi stupì dicendo che questo tipo di insalata per lei era un must per i pasti estivi all’ombra della randa, perché si prepara con facilità, sazia e non appesantisce. Non avevo mai pensato all’insalata di patate  associandola alla barca a vela, ma le detti subito ragione visto che, effettivamente,  le insalate di patate si preparano in quattro e quattr’otto e che, se ben strutturate, sono  senza dubbio un ottimo piatto unico. Non solo per chi solca il mare durante il tempo libero. Mi è tornata in mente quella chiacchierata stamattina,  mentre preparavo le tre insalate di patate che vi racconto in questo post. Tre perché , avevo voglia di giocare con l’ingrediente principale, appunto le patate, visto che ne avevo in abbondanza e  non che c’era la solita fretta di mettere tutti a tavola. Mi sono, infatti,  dedicata ai tre piatti  al mattino presto, mentre il resto della famiglia era ancora tra le braccia di Morfeo. Una tazza di caffè, la radio sintonizzata su RAI Tre e la vista del mare: può esserci una situazione migliore per cucinare? Tra l’altro tutte le insalate di patate guadagnano in sapore se possono farsi qualche oretta in frigorifero. Per cui la preparazione mattutina ha fatto loro un gran bene. Quando sono arrivate in tavola,verso le due, sotto un meraviglioso solleone (finalmente!), era proprio quello che ci voleva. Praticamente sono state spazzolate  in un attimo. Non ne è rimasta una briciola. Per...

Farro in insalata,con uova e funghi è più gustoso!

    Il farro! Il farro! Credetemi, è  stata quasi una visione ceestiale quella che ho avuto  settimana scorsa quando, andando a fare la spesa all’Aldi –il supermercato discount che  in Germania è concorrenziale a Lidl- ho trovato su un bancone vari pacchetti di cereali biologici,  tra cui il farro che adoro. Qui si chiama “dinkel” e non è diffuso come in Toscana dove trascorro vari mesi l’anno. In Versilia  parlare di farro è come parlare di zafferano a Milano: un must in ogni cucina. Lo si trova in qualsiasi negozio di alimentari, qui in Cruccolandia è una rarità. Finora  in ogni mio rientro in Baviera dalla nostra casa tra gli ulivi me ne sono portata diversi pacchetti (per la gioia di mio marito che sostiene che i nostri da casa a casa non sono viaggi ma traslochi!). Ora ne ho fatto una scorta tale che fino anno sono a posto per tutte le insalate di farro  che mi passeranno per la testa.  Il motivo di tanto e tale amore per questo cereale è molto semplice:  lo trovo  un ingrediente sano e   leggero che permette di preparare ottime insalate piatto unico molto sazianti  per i pasti  nella bella stagione, inclusi  quelli da portare con sé per la pausa pranzo al lavoro o per un picnic (ora, con i 20 gradi previsti per questo weekend, si comincerà a parlarne seriamente). Insomma, è un’eccellente alternativa al riso, sia per il gusto che per la consistenza dei chicchi.  Qui ve lo propongo in una versione campagnola, piacevole per il palato ma anche per gli occhi perché porta un po’ di  allegro colore...
GLI ERBI, DAI CAMPI DELLA VERSILIA ALL’INSALATA CON PARMIGIANO E SENAPE

GLI ERBI, DAI CAMPI DELLA VERSILIA ALL’INSALATA CON PARMIGIANO E SENAPE

Gli erbi. Sì, qui le erbe di campo commestibili sono chiamate  “gli erbi”, in osservanza a quella tendenza tutta toscana di storpiare la lingua italiana. Altro che sciacquare i panni in Arno, se il  Manzoni avesse rifinito il suo capolavoro in Versilia anzichè un centinaio di chilometri più in là, Renzo e Lucia si sarebbero trovati in mezzo a fungi (funghi), ballotte (castagne lesse) , mondine (caldarroste ), groste (croste), tremarini (rosmarini) e ovi (uova), questo per rimaner nel mangereccio, perché se avessero voluto, anche solo per un attimo, mettersi a pancia ingiù si sarebbero trovati, nientepodimeno, che bucopillonzi… Ma torniamo agli “erbi”, che mi interessano sempre di più, peccato che non abbia ancora trovato una guida seria con cui andar  per campi e imparare a riconoscere le erbe spontanee che possono finire nell’insalatiera. Pare che queste colline siano una miniera in questo senso. Per intanto devo accontentarmi di acchiappare gli “erbi” che mi vengono regalati o quelli che si trovano in vendita dagli ortolani. Ieri in punto vendita che offre sempre prodotti a chilometro zero (senza metterla giù tanto pesante, come fanno da altre parti) c’erano delle grandi ceste di “erbi nostri”, che ho interpretato  con “erbe di campo raccolte da noi” o “ erbe dei nostri campi”. Di certo del dente di leone, ma anche altri ciuffetti più o meno consistenti ai quali non so dare un nome. Tant’è, mi ci sono tuffata dentro e ho portato a casa un bel sacchettone di erbe. Pulirle è un po’ noioso, soprattutto perché per l’insalata vanno tenute solo le foglie più fresche e più tenere, con un grosso scarto. Ma con...

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