L’INSALATA CON FAGIOLI E RAVANELLI

L’INSALATA CON FAGIOLI E RAVANELLI

In dispensa c’era una scatola di fagioli bianchi di Spagna che da tempo chiedeva di essere utilizzata “se mi hai portato a casa tua  una ragione deve pur esserci, mia cara“, sembrava dirmi ogni volta che aprivo lo sportello dell’armadio. In realtà quando l’ho comprata non avevo nulla per la testa,  se non il volermi tener pronta per qualche idea dell’ultimo momento visto  che questo  è ufficialmente l’ Anno internazionale dei legumi (lo sapete, vero? altrimenti cliccate qui  per capire di che sto parlando). La scatola di fagioli era lì ad aspettarmi quando ho deciso di preparare in quattro e quattr’otto un’insalata che potesse essere un piatto unico per pranzo,   e nel frigo le foglie da insalate erano proprio pochine. Anche le insalatologhe più professionali si trovano in queste situazioni!  Si trattava di mettere insieme un’insalata con quello che c’era in casa, senza scadere , però, in quella cosa odiosa che è l’insalata svuotafrigo che sento celebrata da più parti (l’insalatiera, non mi stanco mai di ripeterlo, non è il bidone della spazzatura). Ecco la mia occasione d’oro per utilizzare la scatola di fagioli. E  anche l’occasione d’oro per aprire la latta di peperoni grigliati sott’olio che Paula mi ha portato da Pamplona (i famosi Pimientos del piquillo della Navarra). Non ho niente in contrario, anzi mi piace utilizzare  anche degli ingredienti conservati per le mie insalate. In certi casi, poi, è addirittura indispensabile (vorrete mica mettervi  sempre a lessare del mais o a cuocere a vapore il tonno?) . Come ho detto al mio amico Giancarlo Panico che ha da poco inuagurato un bel blog dedicato proprio...
KIWI E CODE DI GAMBERO PER L’INSALATA LAST MINUTE

KIWI E CODE DI GAMBERO PER L’INSALATA LAST MINUTE

Basta avere in casa alcuni kiwi e delle code di gambero precotte, anche surgelate, per preparare in pochi minuti un’insalata di grande effetto che si può utilizzare sia  come antipasto in una cena tutto pesce sia  come piatto unico leggero per un pranzo veloce (a proposito, è perfetta anche come piatto da dieta in vista della prova costume!). L’insalata di kiwi e gamberi (una variante della catalana alla versiliese cliccatissima su questo blog)  è uno dei miei  cavalli di battaglia quando devo mettere a tavola degli ospiti non previsti. Un asso nella manica che non esito a calare riscuotendo sempre grande successo. Mentre gli altri chiacchierano in salotto,  io mi metto in cucina e zac zac, in poco più di 10 minuti  preparo un piatto coi fiocchi. Per questo  faccio in modo di avere sempre di scorta nel cassetto del freezer  una confezione di code di gambero surgelate  da “lavorare” in pochi minuti. E nel  mio cesto della frutta non mancano mai  i kiwi  che tutti amiamo mangiare a cucchiaiate,  sapendo che sono una gustosa iniezione di vitamina C (cosa che non guasta quando in giro ci sono le classiche malattie da raffreddamento).   Insalata di kiwi e code di gambero Preparazione: 10 minuti Cottura: 1 minuto Ingredienti per 4 persone 5-6   kiwi 24 code di gambero precotte 6 foglie di menta tritate (facoltativo) 2 cucchiai d’aceto di vino bianco 8 cucchiai di succo fresco d’arancia Olio extravergine d’ oliva Peperoncino in polvere Sale pepe nero al mulinello Scottate  brevemente le code di gambero in acqua bollente salata, in cui avrete diluito i  2 cucchiai d’aceto. Scolatele  e...
LA LEGGEREZZA OGGI PROFUMA D’ARANCIA

LA LEGGEREZZA OGGI PROFUMA D’ARANCIA

Leggerezza, ecco quello che ci vuole dopo gli ultimi giorni di esagerazioni a tavola. Niente di meglio di un’insalata a basso tenore calorico ( a proposito, in questi giorni ho notato che su web è un fiorire di ricette di insalate post bagordi, si sono svegliati tutti) magari con un condimento che la renda particolarmente stuzzicante. Non la solita vinaigrette, insomma. Ma veniamo alla leggerezza , quando si tratta di un’insalata può definirsi tale solo se tutti gli ingredienti principali  hanno un apporto calorico che  tende decisamente verso valori molto bassi. Insomma, la leggerezza in insalata  è amica sia di chi sta tenendo d’occhio l’ago della bilancia per una dieta dimagrante “seria”,  sia chi deve rimettersi in carreggiata dopo giorni di grandi abbuffate rese ancor più pesanti dall’essere stati costretti a tavola per ore, come augutamenteracconta Michele Monina nel suo pezzo su Il Fatto Quotidiano (mi son fatta due risate leggendolo). In nome della leggerezza, per l’insalata che vi propongo oggi  ho utilizzato  3 ingredienti che rientrano alla grande nella categoria degli alimenti ipocalorici: #lattuga cappuccio (ma potete utilizzare anche della iceberg o degli altri tipi di lattuga): 19 kcal per 100 grammi di parte edibile #ravanelli : 11 kcal per 100 grammi di parte edibile #finocchio: 9 kcal per 100 grammi di parte edibile   A questo punto fate in fretta a calcolare quante calorie vi mettete nel piatto. E non scendiamo, per cortesia, nella polemica sulle calorie dell’olio, sapete meglio di me che questo alimento straordinario, se utilizzato correttamente (come nel nostro caso), è un valido aiuto per dimagrire in tutta salute. E, comunque, un cucchiaio di...
FINOCCHI, MELE E…FANTASIA!

FINOCCHI, MELE E…FANTASIA!

Non ci sono dubbi: siamo ancora in piena stagione per quanto riguarda i finocchi. E questo tipo di ortaggio è davvero magico quando si tratta di preparare un’insalata: le possibilità di combinazioni offerte dai finocchi sono davvero infinite, la loro croccantezza sposata alla loro caratteristica nota di sapore che ricorda quella della liquirizia si prestano a infiniti abbinamenti. Non mi sono mai presa la briga di mettermi a contare le insalate a base di finocchi che ho postato fin qui su questo blog, ma so con certezza che sono tantissime. Ma, con altrettanta certezza, so che ne potrò postare mille ancora. Oggi ho pranzato tardi perchè prima ho voluto finire un paio di scatti per un ricettario che sto preparando per un’azienda. Detesto lasciare le cose a metà e mi conosco abbastanza bene da sapere che non avrei voluto continuare a fare quello che stavo facendo dopo aver mangiato. Così, tra una cosa e l’altra, il momento giusto per decidere cosa mangiare è arrivato verso le 3. Del pomeriggio, si intende. A quell’ora l’appetito è diventato vera fame e ci vuole qualcosa che possa essere preparato in fretta, che sia saziante ma leggero, e che poi non provochi un abbiocco post prandiale tale da farti mettere una croce sul resto del pomeriggio per quanto riguarda il lavoro. Di fatto la filosofia che regola l”altro mio blog: Schiscetta!, quello dedicato alla pausa pranzo in ufficio o nel posto di studio (se non lo conoscete cliccate qui). Guardo nel cassetto del frigorifero e…toh! un magnifico finocchio, comprato proprio per una foto (che potrà attendere). Perfetto per riempire lo stomaco senza appesantire,...
RADICCHIO E PATATE (ANCHE IN PAUSA PRANZO)

RADICCHIO E PATATE (ANCHE IN PAUSA PRANZO)

Ho pensato questa insalata di radicchio e patate facendo un lavoro per conto del mio blog Schiscetta (completamente dedicato alla pausa pranzo fuori casa, se non lo conoscete potete scoprirlo cliccando qui). Pensare a un’insalata di foglie che non soffra chiusa in un contenitore di plastica come quelli che normalmente si utilizzano per il trasporto degli alimenti destinati a rifocillare durante il break tra le ore lavorative non è semplicissimo, credetemi.  Troppo spesso arrivati all’ora di pranzo ci si trova davanti a un mucchietto di foglie afflosciate tutt’altro che invitanti. Le foglie da  “trasportare” devono essere corpose e resistenti per sopportare la “prova trasporto”, le più indicate sono quelle di radicchi , indivia, cicoria belga, lattuga romana, lattuga canasta o lattuga iceberg. Così ho pensato a un’insalata a base di foglie di radicchio. Ma cosa aggiungere per renderla abbastanza saziante da non far vedere i sorci verdi per la fame nella seconda parte della giornata? Per non costringere chi la dovesse consumare a dover mettere una pezza allo stomaco a suon di cracker o biscotti?  Niente di meglio, di delle patate, ho pensato. Sazianti e saporite, se ben condite.  Il connubio radicchio e patate mi è suonato subito bene. Così l’ho preparata (studiando anche un sistema di condimento che rendesse stuzzicanti le patate ma non andasse a rovinare le foglie di radicchio) e, dopo averla assaggiata, l’ho trovata troppo interessante per non presentarla su queste pagine. InsalataMente merita le ricette più originali, per le schiscette da pausa pranzo troverò altre idee (che non mi mancano). Così è nato il piatto che vi suggerisco oggi, ora ne sapete tutta la...
RADICCHIO DI CASTELFRANCO CON ARANCIA E NOCCIOLE

RADICCHIO DI CASTELFRANCO CON ARANCIA E NOCCIOLE

Adoro – che dico: strastraadoro-  il radicchio di Castelfranco (a voler essere precisini, il radicchio variegato di Castelfranco). Queste foglie da insalata color crema leggermente amarognole, con striature che vanno dal rosa fucsia carico al rosso violaceo, sono  decisamente tra le mie foglie preferite. Non riesco a resistere all’impulso di portarmene a casa un bel cespo quando me lo trovo davanti.  E qui in Baviera, da dove sto scrivendo, il radicchio di Castelfranco è  una tale rarità che tale impulso all’acquisto diventa  davvero incontrollabile le rarissime volte che una bella rosa di quest’insalata mi capita a tiro. Così è successo qualche giorno fa, quando nonostante un tempo infame ho deciso di andare a fare acquisti sui banchi del mercato che si tiene nella Altstadt (che letteralmente sta per “città vecchia”, ma che nel nostro caso corrisponde con la via più centrale, contornata da magnifici palazzi rinascimentali , non a caso da molti è considerata la più bella via della Germania). Uno dei miei banchi preferiti è il banco delle “specialità”, che contrasta simpaticamente con la sorta di banco/outlet di frutta e verdura gestito turchi che gli sta proprio di fronte, dove, per esempio,  si possono comprare 10 kiwi ben maturi per un euro. Sul banco delle preziosità ortofrutticole facevano bella mostra di sè tre cespi del mio adorato radicchio variegato, a un prezzo esorbitante: 6,90 euro al chilo. Eccoli qui :   Va da sè che non ho saputo trattenermi. Ho rinunciato a un altro acquisto e mi sono portata a casa il mio bel radicchio di Castelfranco, non senza aver dato una lezione di radicchiologia alle due proprietarie...