CONDIMENTO AL CERFOGLIO (PER TANTE INSALATE)

CONDIMENTO AL CERFOGLIO (PER TANTE INSALATE)

Perchè vi voglio raccontare l’insalata che ho mangiato oggi al bellissimo ristorante Marina a Bernried? Perchè il suo condimento al cerfoglio era davvero di gran classe e ha dato un twist mica male al piatto che ho scelto per iniziare il pasto. Ma andiamo con ordine. Oggi con marito e  figlia (e i due cani, quelli non mancano mai),  siamo andati a pranzo in un bel ristorante sulle rive del lago Starnberger (in tedesco Starnbergersee) a sud di Monaco, un lago che io amo molto (lo amava molto anche Ludwig, il re pazzo della Baviera, che qui ci rimesse le penne, e pure Sissi, l’imperatrice d’Austria adorava questo specchio d’acqua dove si trovava il castello “da vacanza” della sua famiglia d’origine, ogni volta che ha potuto ci si è rifugiata). Il locale, rustico di design con profusione di legno al naturale (bello bello bello, che voglia di rubare una parete per farne un piano per le mie foto!) , si affaccia  su un piccolo porticciolo di barche a vela che d’estate diventa anche luogo di balneazione. In questi giorni c’è un’acqua limpidissima, vien voglia di tuffarcisi (i cani lo hanno fatto, ovviamente). Qui sotto vedete lo scorcio che ho avuto davanti agli occhi durante tutto il pranzo. Il menu aveva anche qualche proposta vegetariana, bene per me e Allegra che abbiamo fatto questa scelta alimentare (il marito e i cani no, purtroppo). Per cui ho optato di iniziare il pasto con un’insalata. Il menu offriva anche una Caesar salad, ma mi è parsa troppo impegnativa  visto che dopo avrei preso un risotto all’aglio orsino con scamorza e spuma di...
OLI “INSOLITI” PER L’INSALATA

OLI “INSOLITI” PER L’INSALATA

  Lo volevo fare già da qualche giorno, da quando sono tornata dalla mia breve vacanza a Salisburgo, dove nella centrale Getraidegasse ho fatto shopping di oli insoliti per le mie insalate, ma poi, tra una cosa e l’altra (tra cui il lancio del restyling del blog Schiscetta!, la mia “creatura” dedicata alla pausa pranzo) non sono mai riuscita a farlo. Ma ora, stuzzicata anche dalle tematiche affrontate da OlioOfficina Festival che è in corso a a Milano, è giunto il momento di prendere il mouse in mano e di scrivere di oli di semi di pomodoro, di nocciola, di zucca,  di peperoncino, eccetera. Oli insoliti, appunto, una delle mie tante passioni da insalatologa, sconosciuti ai più in Italia da quanto capisco dai commenti ai miei post su questo argomento su Facebook o su Twitter. Benchè per i miei condimenti io privilegi al 90% l’extravergine d’oliva di alta qualità, di tanto in tanto mi piace dare un tocco diverso ai miei piatti, e  gli oli  di semi di nocciole, di noci, di pistacchio e di mandorla in effetti questo tocco diverso lo conferiscono alla grande. Peccato sia così difficile  reperirli nel nostro Paese. Dalle mie ricerche si trovano solo presso alcune piccole realtà olearie che li producono e li vendono online, o in particolari negozi di gastronomia, mentre all’estero, soprattutto nei Paesi di lingua tedesca, sono una realtà consolidata a livello di distribuzione.  Si tratta di oli di semi  che risultano sempre interessanti dal punto di vista nutrizionale, ricchi di proprietà antiossidanti.  Per quanto riguarda il sapore sono piuttosto “aggressivi”, le note che li contraddistinguono sono sempre molto marcate. Spesso...

A VARESE L’INSALATA CON TOMINO FUSO

  Buonasera da Varese, dove sto seguendo gli eventi di GlocalNews, il festival del giornalismo locale e globale, in altre parole di tutto un po’ sul mestiere più bello del mondo, con un occhio particolate alla digitalizzazione dell’informazione. Voci interessanti di ogni genere (tra cui quella dell’istrionico Rudy Bandiera con cui, a conferenza finita, ho intrecciato una spiritosa tweetconversazione) e incontri con tanti vecchi amici che non pensavo proprio di trovare qui. Tra questi un folto gruppo di comaschi con cui condivido ricordi di anni scolastici e di lavoro. Inevitabile finire a tavola tutti insieme durante la pausa per il pranzo. Dopo aver girovagato nelle strade intorno alle sedi del festival alla ricerca di un posto in cui mangiare (nessuno di noi conosceva Varese) siamo finiti in una bella pasticceria. Bella e luminosa. Se vi capita di passare da Varese fateci una capatina, si chiama Pirola ed è a ridosso della zona pedonale. Da quanto poi ho letto, ho capito che è un locale storico della città, recentemente trasferitosi nella nuova sede dove sono stata io. Oltre a meravigliosa pasticceria e a una discreta offerta di panini , a pranzo propone anche piatti caldi e freddi. Purtroppo al nostro arrivo la zuppa di zucca segnalata all’esterno che ci aveva intrigati era bell’e finita. Sicchè gli altri si sono orientati su un piatto di pennette al pomodoro e io, ovviamente, sull’insalata in menu. Ed è stata una splendida sorpresa. Lo ammetto, inaspettata. Mi è arrivato un piatto con un bel mix di verdure cotte (carote, finocchio ,barbabietola e patate ) e crude (lattuga e radicchio), con a parte una ciotolina...
INSALATE NEL PANINO, RIFLESSIONI

INSALATE NEL PANINO, RIFLESSIONI

Sono seduta in un caffè alla stazione di Friburgo in attesa del treno che mi porterà a casa dopo la partecipazione a una tavola rotonda sui libri per ragazzi quali ambasciatori della nostra cultura nel mondo. Ho un’ora abbondante da far passare, visto che non ho potuto cambiare il biglietto con uno per un treno precedente. Mannaggia ai biglietti “smart”. Non mi resta che attendere, leggendo qualcosa e mettendo qualcosa nello stomaco. Il viaggio poi sarà lunghetto. Davanti a me, sull’altro lato della hall, un negozio Subway, la catena americana dei sandwich a misura variabile. Sulla loro vetrina spicca la foto del panino ripieno di insalata che potete vedere sotto. Benché sia attraente non mi sono fatta acchiappare, so che all’interno del punto vendita in realtà non c’è nulla del genere, solo un trionfo di carni, salumi e salse. Qui, invece, il menu propone il panino Vital, che mi arriva servito al tavolo per 2,30 euro. Semplice ma piacevole. Ricoperto di semi di sesamo è farcito con formaggio bianco tipo Philadelphia mescolato con erbe fresche, una fetta di pomodoro, delle striscioline di peperone , qualche fettina sottilissima di cetriolo e abbondanti germoglietti. Il tutto condito con un pizzico di sale. Se decidete di replicarlo vi consiglio di utilizzare dei germogli alfa alfa. Mentre lo sgranocchio mi sono tornati in mente due panini con insalata che ho preparato settimana scorsa in Versilia, per uno dei nostri pranzi veloci in terrazza. Uno con pane semintegrale, farcito con mozzarelline, due foglie di lattuga , fette di pomodoro e qualche fogliolina di basilico spezzettata, il tutto condito con un filo d’olio e un...

A MURABILIA, TRA POMODORI DI FELTRO E AGRUMI DA FAVOLA

Sabato scorso ho passato il pomeriggio a Murabilia, la bella mostra mercato di piante e frivolezze da giardino che si tiene ogni anno, in questo periodo, sulle antiche mura di Lucca. La location  che di per sé merita il viaggio, ma  che in occasione di questa mostra allo spettacolo dei bastioni aggiunge quello delle raffinate proposte degli espositori. Per intenderci: se siete alla ricerca di un geranio per il vostro balcone, o un ficus benjamina per il salotto, questa rassegna non fa per voi, visto che il banale qui è messo al bando. Ma se cercate qualcosa di particolare, che possa appagare il vostro ego di pollice verde raffinato e curioso, questo è il posto giusto. Io, per esempio, mi sono letteralmente persa tra gli agrumi. Devo aver passato quasi un’ora a osservare i frutti sul banco di un espositore. Ce n’erano di tutti i tipi. Avessi potuto, mi sarei portata a casa tutte le piante in vendita. Oltre agli agrumi, mi  hanno conquistato  gli ortaggi in feltro di Lucia Cortassa Mecarelli, una elegante signora comasca che ha iniziato a creare questi divertenti bijoux per gioco, e ora sta raccogliendo grandi consensi. I suoi orecchini a grappolo d’uva, le spille con aglio e peperoncini e i suoi ciondoli con pomodori non hanno conquistato solo me, però. Buona parte delle partecipanti al talk show cui sono stata invitata dall’efficiente Mimma Pallavicini (amica di vecchia data che ho rivisto con piacere)  li indossavano, infatti, appuntati al bavero della  giacca o appesi alle orecchie. Come dire, l’orto in feltro ha il suo bel perchè. Infine, il talk show. Insieme a Angelo Naj...

ALLE CANARIE: SOLE, DUNE E INSALATE!

Ooohps! Mi sono resa conto ora che non vi ho raccontato ancora nulla delle insalate delle Canarie. Delle Canarie??, vi starete chiedendo. Sì, proprio delle Canarie, quelle isole spagnole là in mezzo all’oceano a due colpi di remo dall’Africa, visto che  per l’ anniversario di matrimonio con il consorte ci siamo concessi una bella vacanza in quei posti meravigliosi. Non vi sto a tediare su quanto mi sia piaciuta Gran Canaria con i suoi panorami desertici, quasi lunari, costellati di dune desertiche, come mi abbia entusiasmato il resort Sheraton Salobre dove ho soggiornato , e quanto, invece, mi abbiano sconcertato certi insediamenti  di  condomini e casette a schiera per turisti tedeschi e inglesi. No, non vi sto a tediare con tutto questo,  visto che qui siamo a parlare di insalate. Appunto, le insalate. Anche alle Canarie ne ho assaggiate tante, di tanti tipi diversi, con pesce (eccezione!, vista la mia scelta vegetariana), frutta, formaggi…Ogni giorno un’insalata diversa . Vi racconto qui sotto per immagini quelle che mi sono piaciute di più. Cominciamo con una Caesar salad, un classico da hotel internazionale che in Spagna si trova dappertutto anche nei locali che offrono tapas. La versione  mangiata al taèpas bar  Camaleon dello Sheraton a Maspalomas mi è piaciuta per la presentazione a mo’ di wedge salad (spicchio di insalata): la rende meno “noiosa” del solito. Anche il parmigiano reggiano grattugiato ” a vista” mi è piaciuto, un po’ povero, invece, il condimento, che io avrei servito anche a parte in un piccolo bricco. Più originale, decisamente, l‘insalata di alghe wakame con trancetti di tonno crudo e semi di sesamo che...

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