ECCO GLI STRIGOLI DI ROMAGNA

ECCO GLI STRIGOLI DI ROMAGNA

Gli strigoli di Romagna nella mia insalatiera (e non solo) Conoscete gli strigoli? Sono un’erba spontanea commestibile conosciuta sin dalla notte dei tempi, molto apprezzata in cucina.  Io fino a due settimane fa  la conoscevo con il suo nome botanico, Silene vulgaris.  Ho scoperto il nome popolare “strigoli” (che può diventare anche “stridoli” sottolineando il fatto se se si fanno scorrere le dita sul fusto la pianta emette una sorta di stridio) quando sono stata invitata alla cena di un’interessante azienda agricola, la Sipo, in occasione dell’ultima edizione di Macfrut. Macfrut, per chi non lo sapesse, è la più importante fiera professionale del settore ortofrutta in Italia, che si tiene ogni anno a Rimini. Il Paese dei balocchi per l’insalatologa qui scrivente. Quest’anno, però, per una serie di impegni che non potevo postporre , niente fiera. Ma ho accettato comunque l’invito di Massimiliano Ceccarini della Sipo  per partecipare alla loro cena ufficiale per la fiera, in un locale di Bellaria. Toccata e fuga da Monaco in 24 ore, giusto prima di ripartire per un altro viaggio (che fatica!!!). Devo confessare che al momento dell’invito  non avevo capito cosa mi sarei trovata davanti in quella serata, che aveva come madrina Anna Falchi (bella, simpatica e professionale).  E, invece, sorpresa! è stata l’occasione per scoprire un bel progetto ortofrutticolo. Un progetto cui auguro tanta fortuna, e che riguarda-anche-gli strigoli. In occasione della cena (e della fiera, si intende) l’azienda ha, infatti,  lanciato una linea di ortaggi tipici del territorio romagnolo battezzata Verdure di Romagna.  Un bel modo per premiare una Penso che la troverete presto nei supermercati (o almeno me lo...
8 BUONE RAGIONI PER MANGIARE PIÙ SEDANO

8 BUONE RAGIONI PER MANGIARE PIÙ SEDANO

8 buoni motivi per mettere spesso il sedano nell’insalatiera Povero sedano, ortaggio spesso bistrattato in cucina, relegato solo  al ruolo di comparsa  quando si tratta di preparare il soffritto. Eppure l’Apium graveolens (questo il suo nome botanico) non dovrebbe mai mancare nel cassetto della verdura ed essere portato spesso in tavola a crudo.  Per almeno 8 ragioni che hanno a che fare con il nostro benessere. Antinfiammatorio Il sedano ha buone proprietà antinfiammatorie grazie al suo contenuto di poliacetilene. Può alleviare il dolore in caso di artrosi, artrite reumatoide, gotta, asma e bronchite . Aiuta anche a contrastare l’acne, il bruciore agli occhi e i bruciori urinari. Digestivo  Consumato fresco, il sedano grazie al suo contenuto di sedanina, una sostanza aromatica  stimolante,  e di altre molecole aiuta il processo digestivo. E favorisce anche l‘assorbimento dei gas  presenti nell’apparato digerente. Un recente studio scientifico ha dimostrato che questo ortaggio si rivela utile anche per contrastare il reflusso acido. Anticolesterolo Per via delle fibre e di altri composti organici  di cui è ricco,  contribuisce a ridurre il  livello di colesterolo  LDL nel sangue, responsabile della formazione delle pericolose placche nelle arterie che possono portare a serie patologie cardiovascolari. Diuretico Il sedano è anche un potente diuretico, aiuta a contrastare la ritenzione idrica ed è, quindi, un valido alleato nella battaglia contro la cellulite. Per le sue proprietà diuretiche è utile nelle diete di chi ha problemi di cuore, di reni o di fegato, perchè aiuta ad eliminare le tossine e l’eccesso d’acqua che ristagnano nell’organismo.  Ipertensione Gli  ftalidi, fitonutrienti presenti nella pianta, la rendono molto utile per controllare gli ormoni che...
PATATE VIOLA: ECCO PERCHÉ MANGIARLE  SPESSO

PATATE VIOLA: ECCO PERCHÉ MANGIARLE SPESSO

Patate viola: belle da vedere e utili per la salute Non ho dubbi su questo: portate in tavola le patate viola stupiscono sempre i commensali.  Tanto in insalata, quanto in purea o in altre preparazioni.  Ogni volta è un successo, alimentato soprattutto dal colore che si offre agli occhi. Ma la scelta di questo tipo “originale” di tuberi  non va fatta  solo per  l’aspetto, ma anche per le loro caratteristiche nutrizionali. Queste patate che ricordano molto le patate andine, “le nonne ” di tutte le patate, sono, infatti un toccasana per la nostra salute. E proprio per questo motivo stanno conoscendo un vero e proprio boom in tutto il mondo. Amiche  della circolazione sanguigna Secondo uno studio della American Chemical Society  il consumo di  patate viola aiuterebbe a tenere sotto controllo la pressione sanguigna, contrastando l’ipertensione. Questo grazie a una sostanza fitochimica da esse contenuta , detta acido clorogenico, che abbassa la pressione sanguigna del 3-4% .q Lo studio  Per lo studio americano sono stati monitorati  18 pazienti in sovrappeso (o addirittura obesi), affetti da  ipertensione. Per 4 settimane  hanno consumato due volte al giorno  circa  3-4 patate viola tipo Vitelotte,  ognuna grande più o meno come  una pallina da golf, senza pelarle. Cotte a vapore o al microonde.  Alla fine delle quattro settimane mediamente per tutti  i soggetti il valore della pressione diastolica era sceso del 4,3 % e quello della pressione sistolica del 3,5 %.  E nessuno aveva messo su peso. Amiche anche del cuore Secondo la London School of Medicine, il consumo di patate viola  (o tendenti al blu come nel caso delle varietà Blue Star...
MICROGREENS: COSA SONO E PERCHÉ  LI MANGEREMO

MICROGREENS: COSA SONO E PERCHÉ LI MANGEREMO

Microgreens: saranno il cibo del futuro? I microgreens saranno il nostro cibo del futuro? Parrebbe proprio di sì. Ne ho trovato conferma leggendo,  qualche giorno fa, un’intervista a Renzo Piraccini che è il presidente di Macfrut, la fiera riservata ai professionisti del settore ortofrutta che si tiene ogni anno in maggio a Rimini. Una situazione per me di delizie -come potete immaginare-, dove vengono presentate tutte le novità che poi finiranno nei nostri mercati e  nei supermermercati. Novità perchè anche nel mondo della frutta e della verdura la ricerca è enorme, pensate ad esempio all’uva e ai cocomeri senza semi che hanno conquistato sempre più spazio sulle nostre tavole. In quell’intervista Piraccini raccontava come i microgreens saranno tra i grandi protagonisti della prossima edizione della fiera  in quanto sono destinati ad avere un ruolo fondamentale nell’alimentazione umana del futuro.  La lettura mi ha ricordato  che,  pur essendo io una grande appassionata di microgreens,  su queste pagine non ne ho mai parlato. Male, molto male. Rimediamo subito. Microgreens: cosa sono? I microgreens  sono ortaggi che vengono raccolti a uno stadio di maturazione anticipato rispetto  alla tradizionale fase adulta, ma avanzato rispetto ai classici germogli.  In pratica  sono dei vegetali immaturi, raccolti in genere dopo 7-20 giorni dalla semina, a seconda della specie e della varietà.  Praticamente una nuova categoria di ortaggi in miniatura.  Avete presente, ad esempio, le foglioline (baby leaf) che si trovano all’interno di tante buste di foglie da insalata pronte? Lì siamo già nell’area dei microgreens. Nulla di OGM, sia ben chiaro (pratica da noi vietata, tra l’altro), ma il risultato di un lavoro di ricerca su...
ALCHECHENGI, BACCHE DI SALUTE PER L’INSALATA

ALCHECHENGI, BACCHE DI SALUTE PER L’INSALATA

Alchechengi, bacche deliziose che fanno bene  Alchechengi, bacche che dovrebbero entrare spesso in casa. Conoscete gli alchechengi? Magari li conoscete come Physalis che è il loro nome botanico. Oppure come alkekengi. In giro li si trova con tutti questi nomi, oppure con i nomi popolari di “chichingeri” o “lanterne cinesi”. In realtà in giro non li si trova poi un granchè, anche per me che sono una grande appassionata di questi frutti tipicamente autunnali e invernali a volte è difficile portarmeli a casa. Per chi non li conoscesse, gli alchechengi sono bacche arancioni della dimensione di una grossa nocciola,massimo quella di una ciliegia,  che sembrano dei pomodori lillipuziani. Somiglianza non casuale visto che con i pomodori sono imparentati, facendo entrambi parte della famiglia delle solanacee.  Si presentano avvolti da foglie color paglierino che ricordano tanto la carta velina. Le foglie vanno rimosse (o piegate verso il basso diventano un pratico supporto per il consumo) e li si può mangiare da soli, così come sono,  o utilizzare come ingrediente per delle sanissime insalate. Mi ricordo che quando ero piccola mia madre amava comprare nelle pasticcerie milanesi degli alchechengi ricoperti di cioccolato. Non li ho visti da nessun’altra parte preparati in questo modo, e  comunque è tutta un’altra storia. Alchechengi,  bacche per insalate sanissime Dicevo sanissime insalate, sì perchè gli alchechengi  sono ricchissimi di vitamina C, circa 11 mg per 100 grammi di frutti. Più o meno il doppio di un limone. L’ideale per aumentare le difese immunitarie dell’organismo.  Non basta: gli alchechengi  sono antiossidanti, depurativi e, sopratttto, diuretici. In fitoterapia vengono usati per contrastare i calcoli renali. Il sapore è...
KALE: COS’È E COME SI USA IL CAVOLO DI MODA

KALE: COS’È E COME SI USA IL CAVOLO DI MODA

Kale: da cavolo bistrattato a superfood che fa parlare di sè. Fino a poco tempo fa si parlava di kale solo negli USA, dove le foglie di questo tipo di cavolo arrivano  in tavola in mille ricette. Soprattutto a New York, dove la popolazione hipster fa follie  per tutto quello che c’è di nuovo dal sapore antico e dove gli chef più famosi si impegnano per accontentarli. Ma da qualche tempo  il kale  (a proposito, sentite qui come si pronuncia questa parola )  è diventato popolare anche da noi. Tanto popolare  che  alcune aziende che producono insalate in busta hanno iniziato ad aggiungerne le foglie ad alcuni mix.   Cos’è il kale? Presto detto: si tratta del cavolo a foglia lunga (quello a palla, tipo cappuccio o verza è detto cabbage).  Per gli americani il kale per antonomasia è il  cavolo riccio, Brassica Oleracea var. sabellica il suo nome botanico, che in Italia è poco coltivato. Lo si trova quasi solo in Puglia, dove viene chiamato “cole rizze”.  Un ortaggio quasi dimenticato, che non ha conosciuto le fortune del “parente” cavolo nero toscano, l’ ingrediente caratterizzante  della ribollita,  la zuppa toscana di verdure, fagioli  e pane. Le differenze tra i kale La differenza tra i due sta sia nell’aspetto che nel sapore. Il cavolo riccio ha, come dice il nome,  foglie arricciate in numerose varianti di colore. Una delle più belle, secondo me,  è quella rossa, che negli USA  è chiamata “winter red”. Il sapore, tra il dolciastro e l’acido, ricorda  un po’ quello della verza. Il cavolo nero toscano, che gli americani chiamano anche dinosaur, o dino, kale...

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