CUCUMMARAZZI, SEMBRANO CETRIOLI MA…

CUCUMMARAZZI, SEMBRANO CETRIOLI MA…

Il mistero dei cucummarazzi Di ritorno dalla sua vacanza in Salento, mia figlia mi ha portato in regalo una montagna di verdura. Conoscendo le mie passioni,  infatti, sa bene cosa mi rende felice e cosa  non mi interessa affatto. Per intenderci: non mi fermerei mai davanti alla vetrina di un gioielliere, ma un banco di ortolano al mercato cattura sempre la mia attenzione). Quindi, per farla breve, è arrivata con un carico di ortaggi che neanche dovessimo aprire un negozio. Meglio così, negli ultimi giorni ho evitato di dover andare a  fare la spesa e in tavola stanno arrivando dei piatti vegetariaani meravigliosi. Tra tutto quel ben di Dio hanno subito catturato la mia attenzione degli ortaggi a forma di Zeppelin che pensavo fossero cetrioli. Buffi, ma cetrioli. Ma quando ho esternato il mio stupore sulla loro forma la gentile figliola mi ha detto: “non sono cetrioli, mamma, sono cucummarazzi“. Che per me poteva essere qualsiasi cosa, visto che non me li ero mai trovati davanti. Cosa sono? Così sono andata a documentarmi (internet subito santa!), e ho scoperto che questi cucummarazzi sono  antichi ortaggi creati  dai contadini pugliesi incrociando cultivar di  cetrioli e di  meloni. Il risultato è, appunto, un ortaggio che viene coltivato solo nella parte centro-meridionale della Puglia, dal gusto molto particolare. Molto più vicino a quello di un melone che a quello di un cetriolo. Anzi, di quest’ultimo mantengono solo un richiamo all’aspetto e alle dimensioni, ma del caratteristico gusto amaro neanche l’ombra. Sono talmente “dolci” che nel Salento vengono consumati a fine pasto, al posto della frutta.   I cucummarazzi vengono raccolti molto prima...
NOVITÀ DA INSALATIERA: LA LATTUGA SWEET CRISP ROSSA

NOVITÀ DA INSALATIERA: LA LATTUGA SWEET CRISP ROSSA

New entry nella mia insalatiera: la lattuga Sweet Crisp rossa Ieri mattina su uno dei banchi del mercato nella Altstadt ho addocchiato una cassetta di foglie da insalata mai viste prima.” Lattuga Sweet crisp rossa” – recitava il cartellino. Va da sè che mi sono fermata e ne ho comprato un magnifico cespo. Quello che mi ha colpito subito è stata la quantità di foglie utilizzabili : ogni cespo praticamente non ha scarti, le foglie più esterne sono quasi identiche a quelle interne. Un bel risparmio, non c’è che dire. Dato che sono curiosa come una scimmia, appena tornata a casa mi sono messa alla tastiera del computer  alla ricerca di informazioni su questo tipo di foglie da insalata. Mi è stato sufficiente digitare lattuga Sweet crisp su Google per arrivare subito dove volevo. La lattuga in questione è una “creazione” del colosso olandese delle sementi Rijk Zwaan, che alla lattuga ha dedicato attenzione particolare con una linea di semi battezzata Salanova che raggruppa tipi di lattuga estremamente “maneggevoli”. Si taglia la base del cespo, si lava, si asciuga e, via, si versa nell’insalatiera. La mia lattuga Sweet Crisp rossa  è una di quelle.   Dopo tanta teoria è arrivato il momento di passare alla pratica. Che vi posso dire, dopo averle provate, di queste foglie? Innanzi tutto che la facilità di utilizzo “promessa” risponde alla verità. In meno di dieci minuti il mio cespo di lattuga era pronto per diventare una magnifica insalata. Poi che queste foglie sono meravigliosamente croccanti (in questo mi ha ricordato molto la lattuga iceberg senza, però, il suo gusto” annacquato”) e dolci. La...
INSALATA: GLI 8 ERRORI DA EVITARE

INSALATA: GLI 8 ERRORI DA EVITARE

L’insalata sembra essere un piatto facile, quasi banale, eppure quando si va a prepararla è facile commettere degli errori che possono compromettere il risultato finale. Io ne ho individuati 8 che vanno assolutamente  evitati se non si vuole rischiare di portare in tavola un obbrobrio che fa storcere la bocca ai commensali. Provate a seguire le mie linee guida per preparare l’insalata perfetta e le vostre insalate saranno a prova d’esame!   Ecco i 7  grandi errori rovinainsalata : 1 Foglie di un solo tipo Le insalate di foglie (lattuga, indivia, radicchio, ecc) che nell’insalatiera presentano solo un tipo di foglie sono noiosissime, come un discorso lunghissimo tenuto sempre con lo stesso tono. Le insalate devono essere brillanti, stuzzicare gli occhi e il palato.  Esplorate i banchi del supermercato, del mercato e degli ortolani, alla ricerca di foglie diverse e combinatele senza paura, cercando di “lavorare” su colori e sapori diversi. Una rucola piccantina come la wasabi si sposa magnificamente con la dolcezza delle foglie della lattuga cappuccio, il restrogusto amarognolo del radicchio di Treviso  con la fresca croccantezza della lattuga romana ma anche con la delicatezza delle foglie di valerianella. Al lattughino da taglio potete  accostare spinacini, rucola e tante erbe raccolte nei campi… Divertitevi ad osare e a provare, la vostra insalatiera ve ne sarà grata! 2 Non basta una doccetta Una doccetta non basta. Soprattutto se le vostre foglie da insalata arrivano da un orto privato, da un vaso sul balcone o da un  mercato contadino, i residui di terra sono assicurati. E un lavaggio frettoloso non basta per eliminarne ogni traccia. Bisogna lavare a lungo...
10 COSE DA SAPERE SULLA LATTUGA ICEBERG

10 COSE DA SAPERE SULLA LATTUGA ICEBERG

Vi piace la lattuga iceberg? Vista la crescita inarrestabile  del consumo di questo tipo di foglie da insalata in Italia tutto farebbe pensare di sì. Fino a qualche anno fa, infatti,  queste foglie  croccanti e ricche d’acqua spopolavano soprattutto negli Stati Uniti, dove di fatto sono le foglie da insalata per antonomasia,  ma ora anche da noi è esplosa una vera e propria icebergmania, tanto che  anche le aziende agricole nostrane si stanno organizzando in modo di poter farle arrivare sulle nostre tavole tutto l’anno,  nonostante le difficoltà climatiche per la loro coltivazione. Ma siete sicuri di conoscere bene la lattuga iceberg? Ci sono tante cose interessanti da sapere. #1 Cominciamo dal nome, appunto lattuga iceberg. Il nome che richiama le montagne di ghiaccio  galleggianti non è casuale e  arriva proprio dagli USA, dove nel XIX° secolo questo tipo doi insalata  viaggiava dai freschi  luoghi di produzione a quelli più assolati al sud su vagoni ferroviari ricoperti da ghiaccio, per mantenerne intatte  la freschezza e la croccantezza. Solo alla metà del XX° secolo la Whirlpool Corporation mise a punto un tipo di imballo e di trasporto a atmosfere controllate per facilitare il trasporto e la conservazione sugli scaffali  di vendita. #2 Poi parliamo di leggerezza. Difficile pensare a qualcosa di più leggero da mettere nell’insalatiera.  La lattuga iceberg apporta solo 11 kcal per 100 gr, nella sua composizione  sono praticamente inesistenti i grassi mentre c’è un discreto apporto di  proteine vegetali e di fibra. Il che ne fa un alimento ideale quando si vuole perdere peso mangiando sano. #3 Dovete sapere anche che la lattuga iceberg è l’unico tipo...
TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE SUL CICORINO

TUTTO QUELLO CHE DOVETE SAPERE SUL CICORINO

È bene che lo sappiate: adoro il cicorino. Non solo mi piace: proprio perdo la testa per quest’insalata amara . D’altronde adoro tutte le foglie da insalata con un leggero retrogusto amaro  perchè mi piace giocare, per contrasto, con altri ingredienti da abbinargli: frutta,ortaggi, formaggi, uova , pesce e crostacei. Sappiate, quindi, che quando mi trovo davanti del bel cicorino al mercato o al supermercato non riesco a resistere: devo portarmelo a casa. Così è successo con quello della foto, che mi ha dato poi lo spunto per raccontare su queste pagine tutto quello che ho imparato su queste foglie. Innanzi tutto va detto che il cicorino appartiene alla grande famiglia delle cicorie (beh, visto il nome non era difficile immaginarlo), come i radicchi di Treviso e di Castelfranco, la cosiddetta insalata belga, l’indivia, la scarola e la catalogna. Esistono cicorini a foglia verde (i più diffusi) , a foglia rossa e a foglia verde-rossa. Il cicorino (il cui nome esatto è ceriolo) è riconoscibile per la  forma a rosetta, quando lo si sceglie bisogna controllare che tale rosetta sia ben aperta e che le foglie siano turgide, croccanti,  non appassite e non macchiate di giallo. Altrimenti è meglio lasciar perdere.  Ben protetto, avvolto in un canovaccio pulito, o in un apposito sacchetto per ortaggi, si conserva bene in frigorifero per 3-4 giorni. Il cicorino dà il meglio di sè in preparazioni a crudo, soprattutto in insalata. Lo si pulisce rimuovendo la radice (che può essere pelata e affettata sottilmente poi aggiunta all’insalata)  e poi si lavando le foglie, separate  singolarmente dalla rosetta,  in acqua corrente fino ad eliminare...
LO CHIAMANO DENTE DI LEONE, MA ANCHE PISCIALLETTO…

LO CHIAMANO DENTE DI LEONE, MA ANCHE PISCIALLETTO…

Dente di leone, ma anche piscialletto (con una o due “l”) , dente di cane, soffione, grugno di porco, ingrassaporci, corona del sacerdote, cicoria asinina, cicoria selvatica, girasole dei prati, lappa e missinina: il soggetto in questione è sempre lui, il tarassaco, la  pianta erbacea perenne presente in tutti i nostri prati che i botanici hanno etichettato come Taraxacum officinale. In questo periodo lo vediamo quasi ovunque intorno a noi. I patiti del giardinaggio che amano i manti erbosi perfetti lo vedono come il fumo negli occhi perchè sa essere un’infestante da cui è quasi impossibile liberarsi, ma chi ama la cucina naturale che riporta in tavola i sapori sani di un tempo, sa che il dente di leone è un’erba meravigliosa  da utilizzare in mille modi,sia per le foglie che per i fiori,  a cominciare proprio dall’insalata. In molte regioni d’Italia l’insalata di dente di leone con uova sode è un piatto  della tradizione nel periodo pasquale. Ma oltre che buono (una volta nella vita bisogna assaggiarne i fiori pastellati e poi fritti), il dente di leone – che scientificamente fa parte della stessa famiglia dei girasoli – è una pianta che fa bene. Da mettere, quindi, spesso nell’insalatiera per mantenersi sempre in forma. Innanzi tutto la sua verde è molto ricca di vitamina K. Probabilmente  il dente di leone è una delle erbe più ricche di questa vitamina di fondamentale importanza per la nostra struttura ossea, che potrebbe avere anche un ruolo importante nella lotta contro l’Alzheimer, limitandone i danni a livello cerebrale. 100 gr. di dente di leone apportano circa il 600% della razione giornaliera raccomandata...