FLOWER SPROUT, CHE DELIZIA QUESTI MINICAVOLI!

FLOWER SPROUT, CHE DELIZIA QUESTI MINICAVOLI!

  Preciso subito che per questo post non sono sul libro paga  di nessuno. Non pensate che gli ibridatori dei Flower Sprout mi abbiano elergito chissachè, o anche solo che mi abbiano mandato a casa una cassetta dei cavolini-cavoletti di cui vi sto per raccontare. Niente di tutto questo, il mio incontro con questi piccolissimi cavoli è stato assolutamente casuale. Un paio di giorni fa, infatti, ero in centro a Monaco (quello di Baviera, non quell’altro sempre sulle pagine di Novella 2000) e per la precisione ero al Viktualienmarkt, un mercato di specialità gastronomiche che è un’istituzione in città. In  questo mercato si trova il meglio di tutto in fatto ad alimenti: formaggi pregiati, vini, salsicce (eh, siamo in Baviera) ,pesce,  marmellate, miele, frutta da ogni parte del mondo e, ovviamente, tantissima verdura. Il tutto -va detto- con prezzi spesso astronomici, ma quando si parla di roba da mangiare a cinque stelle non c’è poi tanto da stupirsi.E, comunque, se sei nel capoluogo bavarese e vuoi un ingrediente da cucina particolare, lì lo trovi. Dalla frutta esitica alle spezie più curiose. Mi ha attirato un banco con uno spiegamento di foglie da insalata da far paura. C’era di tutto e di più, a cominciare da un assortimento di radicchi che neppure a Treviso.   Abbasso gli occhi e, toh!,  sotto i radicchi c’è una cassetta di piccole “cose “verde violaceo che non avevo mai visto prima. Sembrano dei cavoli ricci  lillipuziani, 3 cm al massimo d’altezza. Verde scuro, con variegature violacee. Che saranno mai questi miniortaggi?-mi son chiesta. Sul cartellino del prezzo leggo il nome  tedesco, Blümchenkohl ,che più...

La parola del giorno: bolgia

Lucca, via Fillungo, oggi alle ore 15.30 Dante è stato a Lucca per la Pasquetta? -264 Bolgia (s.f.). Luogo pieno di rumore e di confusione, recita il dizionarietto d’italiano che ho qui  con me. Il centro di Lucca oggi era pieno di rumore e di confusione per via delle migliaia (milioni?)  di persone che si accalcavano tra via Fillungo e piazza Anfiteatro, intorno al Duomo e a San Frediano, dappertutto… Una vera bolgia, una di quelle che deve aver  ispirato Dante per l’ottavo cerchio dell’Inferno (“Luogo è in inferno  detto Malebolge, tutto di pietra di color ferrigno, come la cerchia che dintorno il volge”).   Solo una persona fuori di zucca potrebbe avere l’idea di andare  in centro a Lucca   a fare  shopping  il pomeriggio di Pasquetta, quando si ha la fortuna di abitare a pochi chilometri di distanza. Una persona fuori di zucca o una mamma che le dà tutte vinte alla propria figlia ventunenne. Va da sé che io rappresento la seconda categoria. Spinte da una fiumana di persone  provenienti da ogni dove, tra bambini urlanti (giustamente, vista la situazione) , cani stremati che tiravano il guinzaglio alla ricerca di una via di fuga, manovratori di  passeggini usati come arma non convenzionale  per colpire gli stinchi altrui,  abbiamo percorso tutte le vie dello struscio riuscendo a conquistare  un magro bottino. Sosta per un espresso servito nervosamente  al Caffè di Simo (locale splendido ma frequentabile solo nei giorni feriali d’inverno – possibilmente quando è brutto tempo – altrimenti è affollato come un autogrill il primo agosto) e altra sosta da Taddeucci per comprare due tortine d’erbi. Poi via, a...

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