PAK CHOI: IL CAVOLO CINESE CHE HA CONQUISTATO L’EUROPA

PAK CHOI: IL CAVOLO CINESE CHE HA CONQUISTATO L’EUROPA

Conoscete i Pak choi? Dalle risposte ricevute al post che ho pubblicato qualche giorno fa sulla pagina facebook del blog, mi pare di capire  che qualcuno ancora non si è trovato a tu per tu con questi deliziosi cavoli cinesi conosciuti anche  come Bok -choi o Bok -choy. Originari dell’Asia, questi ortaggi del genere Brassica (come il cavolo cappuccio, la verza e il cavolfiore), sono ormai popolari in tutta Europa. Dalla Svezia  alla Spagna li si trova con facilità in quasi tutti i supermercati , soprattutto provenienti da coltivazioni olandesi. Ma in Italia c’è già chi li sta crescendo nel proprio orto. Parenti stretti dei cavoli, dicevo, come aspetto ricordano, però,  un po’ le coste e un po’ i sedani a coste: con una struttura centrale  grossa e corta di colore bianco o verde pallisissimo e lunghe foglie sottili verde più o meno scuro. Il sapore dei Pak choi sta a metà tra quello di un cavolo cappuccio bianco e quello degli spinaci. Di certo come cavoli sono molto, molto delicati. E forse è stata proprio questa caratteristica a assicurare loro i consensi che stanno raccogliendo anche in Occidente. Anche l’odore emanato in cottura è molto più delicato di quello degli altri cavoli. Il che è certamente un punto a loro favore. I Pak choi sono  in vendita tutto l’anno, non hanno una stagionalità precisa, ancora.  Al momento della scelta è meglio orientarsi su esemplari piccoli (i cosiddetti baby Pak choi, più teneri e veloci da cucinare) , con foglie impeccabili e turgide. Da evitare i bok choi con coste rovinate o giallastre, segnali di una conservazione sbagliata o...
VIVA L’INSALATA DI PASTA!  ANCHE PER I BAMBINI

VIVA L’INSALATA DI PASTA! ANCHE PER I BAMBINI

Il caldo africano è tornato, bisogna ricominciare a mangiare freddo, miei cari.  Viva l’ insalata di pasta, dunque. Ma, vi prego,  che non sia la solita insalata di pasta, il solito mischione di penne, tocchetti di mozzarella e dadini di pomodoro. Un’ insalata di pasta deve essere pensata come qualsiasi altro piatto. Insomma: niente ingredienti buttati nell’insalatiera a casaccio tanto per insaporire la pasta. L’ insalata di pasta che vi propongo oggi, che io ho preparato qualche giorno fa per un picnic in piscina, è un piatto unico vivace, equilibrato dal punto di vista nutrizionale  e saporito. Può risolvere da solo un pranzo, con la sola aggiunta di un frutto fresco. Per la sua struttura (facile da consumare, si mangia anche con un cucchiaio, con un mix omogeneo di sapori gustosi ma non aggressivi per il palato) quest’ insalata di pasta è adatta anche al pasto dei bambini; basta avere la precauzione di eliminare il peperoncino dagli ingredienti (anche se in Messico ho visto bambini di 3 anni ingoiare peperoncini interi come fossero patatine, ma questa è un’altra storia). Insalata di pasta coriandoli* Preparazione : 15 minuti circa Cottura: quella della pasta e dei piselli, nel mio caso 13 minuti   Ingredienti per 4 persone 320 gr. di pasta formato ditalini (lisci o rigati) 150 gr. di piselli primavera (surgelati) 1 lattina di mais lessato da 150 gr. 120 gr. di pecorino fresco (o Asiago, Bel Paese, Fontina…) 3 pomodori cuore di bue di media grandezza 4 cucchiai di prezzemolo fresco tritato 1 cucchiaio di maionese (anche allo yogurt) olio extravergine d’oliva aceto di vino bianco peperoncino in polvere...
OLI “INSOLITI” PER L’INSALATA

OLI “INSOLITI” PER L’INSALATA

  Lo volevo fare già da qualche giorno, da quando sono tornata dalla mia breve vacanza a Salisburgo, dove nella centrale Getraidegasse ho fatto shopping di oli insoliti per le mie insalate, ma poi, tra una cosa e l’altra (tra cui il lancio del restyling del blog Schiscetta!, la mia “creatura” dedicata alla pausa pranzo) non sono mai riuscita a farlo. Ma ora, stuzzicata anche dalle tematiche affrontate da OlioOfficina Festival che è in corso a a Milano, è giunto il momento di prendere il mouse in mano e di scrivere di oli di semi di pomodoro, di nocciola, di zucca,  di peperoncino, eccetera. Oli insoliti, appunto, una delle mie tante passioni da insalatologa, sconosciuti ai più in Italia da quanto capisco dai commenti ai miei post su questo argomento su Facebook o su Twitter. Benchè per i miei condimenti io privilegi al 90% l’extravergine d’oliva di alta qualità, di tanto in tanto mi piace dare un tocco diverso ai miei piatti, e  gli oli  di semi di nocciole, di noci, di pistacchio e di mandorla in effetti questo tocco diverso lo conferiscono alla grande. Peccato sia così difficile  reperirli nel nostro Paese. Dalle mie ricerche si trovano solo presso alcune piccole realtà olearie che li producono e li vendono online, o in particolari negozi di gastronomia, mentre all’estero, soprattutto nei Paesi di lingua tedesca, sono una realtà consolidata a livello di distribuzione.  Si tratta di oli di semi  che risultano sempre interessanti dal punto di vista nutrizionale, ricchi di proprietà antiossidanti.  Per quanto riguarda il sapore sono piuttosto “aggressivi”, le note che li contraddistinguono sono sempre molto marcate. Spesso...

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