LE INSALATE DI NONNA PAPERA

copertina del Manuale di Nonna Papaera

Insieme a una  piccola raccolta di fiabe di Andersen il Manuale di Nonna Papera è probabilmente il libro che ho più letto e riletto nella mia vita. Se nel caso dei racconti del grande autore danese la cosa non ha certo  bisogno di motivazioni, in quello della raccolta di ricette della nonna di Paperopoli (che nella realtà disneyana vive chissadove  in campagna) forse  dovrei chiedermi il perchè.

Un libro di ricette, in fondo, è sempre un libro di ricette, che si snoda tra grammi, mescolate e cotture in padella o al forno. Allora, che bisogno ho avuto di andare tra le pagine  del Manuale di Nonna Papera n volte, dagli anni della scuola media quando mi fu regalato, fino  allo scorso mese di luglio quando mi è venuta voglia di rileggerlo in chiave insalatofila?

Forse la ricerca di un punto fermo, immutabile, nello scorrere del tempo? Forse la voglia di  prendere le distanze dalla realtà e  vivere per qualche momento nello zuccherato, che dico, candito fino allo stucchevole, mondo immaginato dal Walt Disney?

La risposta non so darmela, e forse non ho neppure voglia di cercarla dentro di me. Il manuale c’è e mi è caro. Punto. La copia originale è lì -ora puzza anche un po’ di muffa a testimoniare tanti traslochi- nella libreria dedicata ai libri di cucina, pronto a essere preso in mano in qualsiasi momento, anche  solo per verificare che la memoria non cominci a fare cilecca : la ricetta del salame di cioccolato si chiama Salame Vichingo, e la torta Regina di Saba è quella a più strati, super complicata, ok, ci siamo ancora con la testa.

Così stando le cose, potete facilmente immaginare l’eccitazione che mi ha colto quando dall’ufficio stampa della Giunti mi è giunta la notizia che il Manuale di Nonna Papera era in ristampa e che sarebbe arrivato in libreria in questi giorni. Riproduzione anastatica fedelissima di quello del 1970, frutto del lavoro a più mani dell’allora direttore di Topolino  Mario Gentilini, della sua spalla Elisa Penna (donna tutta d’un pezzo con sorprendenti manifestazioni civettuole, come ebbi a scoprire incontrandola diverse volte) e di un team ricettaro che ha avuto poca visibilità nel progetto.

In attesa di stringere tra le mani la copia che riporta il marchio Giunti in copertina, penso sia davvero arrivato il momento di raccontare in queste pagine la visione dell’insalata di Nonna Papera. Visione modesta, devo dire, perchè anche se la nonnetta vive in campagna allevando animali da cortile e coltivando ortaggi, di insalate nel suo ricettario ce ne sono poche. 10 per la precisione, contro le 19 torte, 3 ciambelle e 2 crostate (per non parlar del castagnaccio all’Oncle Picsou).

Eccole qua:

Insalata delle Bergamotte (con pere)

Insalata dello Zar

Insalata di patate

Insalata di Pollo alla Gastone

Insalata Gialla (di frutta)

Insalata Penelope

Insalata Quattro Risate (di riso)

Insalata Versione Yak

Insalata Versione Drago

Insalata…russa

Soprattutto classici, testimonianza di un’epoca in cui l’insalata era prevalentemente  un tot di foglie di lattuga versate nell’insalatiera, condite con la più tradizionale delle vinaigrette (l’aceto balsamico farlocco, grazie a Dio, non aveva ancora inflazionato la scena)

Oggi il Manuale scritto dalla nipote di Nonna Papera sarebbe molto diverso. Avrebbe recuperato ricette dell’antenata e le avrebbe rielaborate in versione  leggera, magari strizzando anche  l’occhio alla filosofia vegan. Meno bistecche e zabaglioni che incanalano i piccoli chef su un sentiero con  destinazione colesterolo alle stelle e più ricette che sono buone mentre fanno bene.  Nell’indice troveremmo l’insalata di quinoa e ceci di Qui, Quo e Qua e l’insalata di pasta integrale fredda di Clarabella, accanto a couscous e zuppe all’insegna del chilometro zero e della multiculturalità.

A questo punto, se anche a voi è venuta una voglia matta di correre a consultare  Manuale di Nonna Papera, magari per pasticciare un po’ in cucina con i vostri bambini (attività divertente ed educativa fino a che resta nei confini del gioco), andate in libreria e prenotatene una copia. Voci di corridoio mi hanno confidato che la prima edizione è già esaurita.

Manuale di Nonna Papera, Giunti, pp. 256, euro 9,90.

 

 

 

 

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