L’INSALATA DI MATTEO CORRADINI (TRADIZIONE EBRAICA)

 

Settimana scorsa, per poter recensire per il mio giornale  il suo ultimo libro, Annalilla (un gran bel libro per ragazzi , ma non solo. Se ne volete sapere qualcosa di più cliccate qui), sono tornata in contatto con Matteo Corradini, conoscenza di vecchia data, ottima penna per i più giovani , ebraista ed esperto di didattica della memoria.  Mi è venuta così l’idea di chiedergli una ricetta di insalata propria della tradizione culinaria ebraica ( che nelle insalate antipasto vede una delle sue caratteristiche peculiari). Ecco cosa ha scritto per noi.

Foto di Matteo Corradini

Matteo Corradini

 

 

È una ricetta molto mediterranea, e teoricamente molto estiva: mi piace però prepararla tutto l’anno, quando capita. Trae (forse) origine da alcune tradizioni ebraiche tripoline, e da là è arrivata fino a noi.
Piuttosto veloce, è comoda perché può essere preparata con un buon anticipo e messa in frigorifero ad aspettare. Ma soprattutto è buona, o perlomeno: a me piace molto.

 

INSALATA DI ORZO, FETA E ZUCCHINE

 

Servono: orzo, zucchine, ceci, feta, menta, limone, olio, pepe bianco.
Non metto le quantità perché non sono un cuoco e preferisco che ciascuno prediliga quello che ama di più.

Io la preparo così.

Mentre l’acqua nella pentola si scalda in attesa di accogliere l’orzo, taglio le zucchine a fettine e le corico in una padella larga, con un filo d’olio e un po’ di sale. Le fettine rotonde di zucchine amano il caldo e coricate a pancia all’insù ringraziano sentitamente.

Per i ceci la faccio molto facile: li compro in scatola già bolliti, ma possono anche essere comprati secchi e messi a bagno prima. Non l’ho mai fatto e lo consiglio a chi si dedica alla cucina con più dedizione. Aprire la scatoletta mi dà sempre quel brivido alla Braccio di Ferro: sei legato su una barca che affonda, Bruto sta fuggendo con la tua Oliva ma tu con una mossa dell’anca fai saltar fuori una lattina di spinaci dalla tasca dei pantaloni, la schiacci tra braccio e avambraccio e la scatola getta nell’aria una cascata di spinaci che volano tutti regolarmente in bocca a Popeye. Che a quel punto si libera e prende tutto e tutti a cazzotti. Con i ceci è meglio non farlo: andrebbe acqua di cottura su tutta la cucina…

Quindi, mentre l’acqua bolle e le zucchine si abbronzano, apro una scatola di ceci, scolo il contenuto e rovescio i legumi in una ciotolona capiente e possibilmente un po’ colorata. Prendo poi la feta. La feta si affetta o si affeta? Chissà: comunque lo faccio e ne produco molti cubetti non tanto grandi. Anche quelli li aggiungo alla ciotolona. Qui dirò una eresia che farà accapponare la pelle a qualsiasi formaggiologo: se in negozio non trovo la feta, uso il quartirolo. Io, nella mia ignoranza gustativa, non trovo alcuna differenza. Ossia a occhi chiusi non li distinguerei. In tempi di ristrettezze, a dir la verità, compro quello che costa meno (spesso la sfida è sul filo dei centesimi).

Ricapitolando: ho una ciotola con orzo e feta. Ho le zucchine quasi pronte e l’acqua che bolle. Butto l’orzo e attendo. Si può usare anche il farro ma preferisco l’orzo, di solito, per sapore e per colore (visivamente con questi ingredienti si abbina meglio). Mentre tutto cuoce, scendo in giardino e prendo qualche foglia di menta. Risalgo e taglio alcuni pezzettini di buccia di limone, dopo averlo lavato bene. Ne spremo anche un po’ di succo e lo aggiungo tutto alla ciotolona.

Orzo pronto e al dente, zucchine preparate. Raffreddo l’orzo sotto il rubinetto della cucina. Le zucchine le lascio intiepidire (fredde non le amo). Aggiungo tutto alla ciotolona. È ora di mescolare, ma con attenzione: se uso troppa forza, la feta si sbriciola e le zucchine vanno in pappa. Ogni ingrediente deve essere amalgamato ma riconoscibile.

Condisco con olio, pochissimo aceto, sale e soprattutto aggiungo nel finale un pizzico di pepe bianco (che mi piace molto, e tendo ad esagerare sempre).
Per la mia esperienza, è una insalata da servire tiepida. Può essere preparata per tempo e tenuta in frigo, ma non la servirei fredda: il freddo, in questo caso, spegne tutto il sapore.

Per un tocco di colore e per presentarla meglio, potete aggiungere solo nel finale, sopra ogni piatto, le foglie verdi di menta e i pezzettini gialli di limone.
Al primo boccone, vi sentirete di viaggiare da una sponda all’altra del Mediterraneo. Una volta tornati, sarete felici.

Matteo Corradini

 

Per ora la ricetta non ha foto, ma prometto solennemente di scattarla al più presto, intanto godetevi la copertina del libro di Matteo Corradini:

Copertina del libro Annalilla

 

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