MICROGREENS: COSA SONO E PERCHÉ LI MANGEREMO

Microgreens: saranno il cibo del futuro?

I microgreens saranno il nostro cibo del futuro? Parrebbe proprio di sì. Ne ho trovato conferma leggendo,  qualche giorno fa, un’intervista a Renzo Piraccini che è il presidente di Macfrut, la fiera riservata ai professionisti del settore ortofrutta che si tiene ogni anno in maggio a Rimini. Una situazione per me di delizie -come potete immaginare-, dove vengono presentate tutte le novità che poi finiranno nei nostri mercati e  nei supermermercati. Novità perchè anche nel mondo della frutta e della verdura la ricerca è enorme, pensate ad esempio all’uva e ai cocomeri senza semi che hanno conquistato sempre più spazio sulle nostre tavole.

In quell’intervista Piraccini raccontava come i microgreens saranno tra i grandi protagonisti della prossima edizione della fiera  in quanto sono destinati ad avere un ruolo fondamentale nell’alimentazione umana del futuro.  La lettura mi ha ricordato  che,  pur essendo io una grande appassionata di microgreens,  su queste pagine non ne ho mai parlato. Male, molto male. Rimediamo subito.

Microgreens: cosa sono?

I microgreens  sono ortaggi che vengono raccolti a uno stadio di maturazione anticipato rispetto  alla tradizionale fase adulta, ma avanzato rispetto ai classici germogli.  In pratica  sono dei vegetali immaturi, raccolti in genere dopo 7-20 giorni dalla semina, a seconda della specie e della varietà.  Praticamente una nuova categoria di ortaggi in miniatura.  Avete presente, ad esempio, le foglioline (baby leaf) che si trovano all’interno di tante buste di foglie da insalata pronte? Lì siamo già nell’area dei microgreens.

Nulla di OGM, sia ben chiaro (pratica da noi vietata, tra l’altro), ma il risultato di un lavoro di ricerca su varietà tradizionali di cavoli, ravanelli, cetrioli, zucche, fagiolini, radicchi, spinaci, broccoli, basilico, eccetera. La cosa straordinaria dei microgreens, che li rende papabili a diventare una delle voci significative dell’alimentazione del futuro, è il fatto che potranno essere coltivati anche in ambiente urbano. Non trasforando in campi le piazze cittadine, ci mancherebbe altro,  ma utilizzando il sistema delle cosiddette vertical farm. In pratica degli elettrodomestici evoluti, immaginate dei frigoriferi a sviluppo verticale a temperatura e umidità controllata, a disposizione di famiglie, condomini, ristoranti, supermercai, ecc. Ognuno potrà coltivare i microgreens che andrà a consumare. L’opportunità sarà di fondamentale importanza in futuro se si considera che, secondo i più recenti studi demografici, nel 2050 oltre l’80% della popolazione della Terra vivrà in grandi centri urbani.

cassetta di microgreens

Microgreens: perchè consumarli?

Diciamo subito che i microgreens presentano un’altissima presenza di sostanze nutritive.  Uno studio dell’Università del Maryland ha dimostrato come in questi miniortaggi la concentrazione di vitamine supera  40 volte i livelli delle verdure tradizionali . Non solo, i microgreens favoriscono l’attività digestiva e aiutano a contrastare l’insorgenza di numerose malattie.  Per questo possono essere considerai un vero e proprio “super food”.

 

Microgreens: come li si consuma?

I microgreens sono saporitissimi, per cui sono un ingrediente ideale per l’insalata, combinandone le varietà o abbinandoli ad altri ortaggi tradizionali. Il loro consumo a crudo è certamente il più consigliabile, anche per poter beneficiare di tutte le loro caratteristiche nutrizionali.   Possono diventare anche succhi, contorni, ingredienti “sani” a aggiungere a un sahndwich e meravigliosi elementi per decorare un piatto, ad esempio un risotto o una zuppa vellutata.

 

microgreens

 

 

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