NEW YORK: NELLA CATTEDRALE CRESCE L’INSALATA DEL FUTURO

L'installazione creata da Suzanne Anker nella cattedrale Saint John the Divine

© Suzanne Anker 2015

Se vi dicessi che in questo periodo in una cappella della Cattedrale di San John the Divine a New York  cresce l’insalata, che pensereste? Che sono fuori di zucca? Che in questo luogo di culto episcopale non sanno più che fare pur di attirare i fedeli?

Niente da fare, siete fuori strada, miei cari. In questo periodo l’insalata cresce veramente nella cattedrale di Amsterdam Avenue, ed è per una giusta causa. Che passa dal mondo dell’arte. La chiesa, una delle più famose del continente americano, da sempre impegnata nel coinvolgimento della comunità e nelle tematiche afferenti l’ l’ambiente, ospita infatti  fino al  prossimo 3 aprile la mostra The Value of Food: Sustaining a Green Planet  che esplora il cibo dal punto di vista della sicurezza e della sostenibilità attraverso i linguaggi di una trentina di artisti.  Il percorso  espositivo diviso sezioni tematiche (acqua, terra, semi, coltivazioni, mercato, consumo e spreco, ovvero i diversi cicli della produzione di cibo) occupa la parte posteriore della cattedrale, per essere precisi  sette cappelle e il suo giardino.

Tra i lavori esposti mi ha colpito quello di Suzanne Anker, una bio artista newyorchese che  da anni si dedica all’incontro tra arte e biologia. Per questa occasione ha, infatti,  messo a punto l’installazione Astroculture, che esamina un modo alternativo di coltivare piante destinate all’alimentazione, attraverso una tecnica che potrebbe avere un futuro reale. Sotto le volte dell’edificio di culto ha impiantato un  singolare mini giardino in cui crescono rigogliose piante di lattuga, pomodori, fragole e piselli, in teche illuminate esclusivamente da led a luce violacea e dallapoca  luce che filtra dalle finestre colorate, senza alcun ricorso a pesticidi e con minime irrigazioni. S econdo la Anker –  che con questo progetto intende dimostrare che quella della luce solare per le coltivazioni è un mito da sfatare–  le piantine assorbono la luce violacea così creata in maniera molto più proficua di quanto non accade con le coltivazioni tradizionali.

Nulla di completamente nuovo, in un certo senso: anche gli astronauti sulla Stazione Spaziale (sì, quella che ha ospitato Cecilia Cristoforetti) hanno lavorato su un progetto analogo, battezzato Veggie System, che nello scorso agosto ha permesso loro di mangiare un’insalata di lattuga romana coltivata nello spazio a partire da semi (e condita con extravergine, aceto balsamico, sale e pepe).

Una curiosità: il progetto della Anker è interessante pure dal punto di vista economico: per le 31 teche che ha utilizzato, tutto l’equipaggiamento tecnico, la terra e i semi, ha speso meno di 100 dollari.

 

Piante da insalata in teca illuminata da luce violacea

© Suzanne Anker 2015

 

L'insalata cresciuta da Suzanne Anker nella cattedrale Saint John the Divine

© Suzanne Anker 2015

 

 

 

 

 

 

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